Vergognoso controllo governativo dei giudici in Polonia

Il partito populista che governa la Polonia dal 2015 si rifiuta di smantellare, come richiesto dalla UE, la “Camera disciplinare della magistratura”, istituita per sorvegliare il lavoro dei giudici, con tanto di potere di revoca della loro immunità o di riduzione dei loro stipendi, quando sono in gioco determinati processi penali. Per la Commissione europea questa nuova istituzione mina lo Stato di diritto e va contro gli standard democratici degli Stati membri.

Curioso che il partito al governo si chiami “Diritto e Giustizia”. Si è difeso dicendo che la riforma del sistema giudiziario serve per combattere la corruzione e a porre fine all’eredità dell’era comunista.

Peccato che la corruzione sia più dei politici che non dei giudici. Senza poi considerare che la dipendenza della magistratura all’esecutivo era proprio una caratteristica dei regimi comunisti.

In realtà il governo accusa i giudici d’essere troppo schierati politicamente. La stessa accusa veniva fatta alla nostra magistratura al tempo dei governi di Berlusconi, uno dei politici più corrotti del nostro Paese, che l’attuale destra vorrebbe come capo di stato.

Intanto Bruxelles ha anche minacciato di congelare i fondi europei a cinque regioni polacche che si sono dichiarate apertamente anti-Lgbt. Se va avanti così, la Polonia meriterebbe d’essere espulsa dalla UE.

Di EG

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