La principale lezione dall’Afghanistan

La principale lezione che ci ha impartito l’Afghanistan è forse la seguente. Il loro islam politico e il nostro liberismo economico sono due facce della stessa medaglia: l’intolleranza.

La differenza è che l’attuale liberismo è frutto di una rivoluzione della mentalità iniziata mille anni fa nei Comuni italiani, mentre l’islam politico, nato dopo la fine dell’impero ottomano, ha cercato di difendersi da una cultura borghese imposta con la forza, senza però riuscire a creare alcuna vera alternativa.

Il liberismo occidentale si ritiene superiore all’islam in nome della democrazia parlamentare, dei diritti umani e del libero mercato, ma l’islam politico avverte tutti questi valori come del tutto formali, in quanto l’occidente ha cercato di imporli al mondo intero attraverso la pratica del colonialismo e dell’imperialismo (oggi chiamata globalismo).

Ecco perché l’islam politico, non avendo mai conosciuto alcuna vera democrazia, si sente autorizzato a usare il radicalismo nell’interpretazione dell’Islam e le armi del terrorismo contro l’occidente.

Potrà resistere l’islam politico in un mondo in cui il liberismo economico è stato assunto anche da tre colossi asiatici come Cina, India e Russia? Dipende da quanto verrà foraggiato con mezzi economici e militari dalle superpotenze che si combatteranno tra loro. Gli USA l’han fatto in Afghanistan per eliminare lo Stato laico di Najibullah Ahmadzai, ultimo presidente della Repubblica Democratica dell’Afghanistan, sostenuto dai sovietici, e questo è il risultato. Di sicuro l’islam politico non è un’esperienza che può insegnare qualcosa di positivo a qualcuno. Cacciare un invasore straniero o abbattere una dittatura per tornare al Medioevo non serve a niente.

Di EG

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