La fine di Abimael Guzmán, fondatore di Sendero Luminoso

L’11 settembre è morto il filosofo comunista peruviano, e in seguito terrorista, Abimael Guzmán, fondatore del movimento Sendero Luminoso, che si stima abbia provocato, direttamente o indirettamente, la morte di circa 70.000 persone fra il 1980 e il 2000 (vari siti però parlano di oltre 30.000). Aveva 86 anni ed era nel carcere di massima sicurezza alla base navale peruviana di Callao.

La sua idea di società prevedeva l’assenza di soldi, commercio, banche e industrie: secondo lui i peruviani avrebbero dovuto vivere da proprietari terrieri e l’economia doveva basarsi sul baratto. La principale ispirazione di Sendero Luminoso erano le idee del leader comunista cinese Mao Zedong (il cui “Grande Balzo in Avanti” del 1958-62 provocò la morte di 40-45 milioni di persone e la cui rivoluzione culturale, nel 1966, uccise altre 700.000 persone), nonché dei comunisti cambogiani, gli Khmer Rossi, che sterminarono il 25% della popolazione del loro Paese.

Dal 1980 il gruppo si era trasformato da banda disordinata di contadini e studenti radicali a una delle organizzazioni di guerriglia più aggressive del Sud America. Cercò anche di prendere il potere attraverso una serie di attentati esplosivi in luoghi pubblici, omicidi e rapimenti, soprattutto nei confronti di chi collaborava col governo.

Nel 1992 Guzmán venne catturato in una villa di Lima dove si nascondeva. L’anno dopo dichiarò pubblicamente la pace col governo peruviano, dopodiché circa 6.000 guerriglieri rinunciarono alla lotta armata. Ma lui rimase in carcere. Nel 2006 fu condannato all’ergastolo.

Domanda: perché da istanze giuste si arriva a vivere delle esperienze che di umano non hanno nulla?

Risposta: perché si ha troppa fretta. Se le istanze sono giuste, sarà il popolo a trasformarle in un’esperienza di liberazione.

Di EG

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