Il ruolo della Cina nei confronti dell’Occidente

Dicono che all’interno dello scontro planetario ormai plurisecolare tra capitalismo e comunismo, generatosi e riprodottosi senza sosta per tutto il globo a partire dall’Ottobre del 1917, fermo restando il peso specifico significativo di altri Stati socialisti (Vietnam, Cuba, ecc.) e le potenzialità latenti nella classe operaia occidentale e nei movimenti o Stati antimperialisti del sud del pianeta, la Cina popolare costituisce attualmente la forza motrice principale del movimento comunista mondiale e del processo storico dell’umanità, oltre che il più importante vettore politico-materiale che alimenta la tendenza progressiva del genere umano.

Per dire un’assurdità del genere bisogna fare delle enormi e assolutamente ingiustificate concessioni all’ideologia. Cioè bisogna guardare la vita coi paraocchi. Solo in questo modo infatti si può ritenere possibile che la Cina sia il Paese più democratico del mondo. Mi chiedo come sia possibile ritenere ch’essa sia un modello vincente per l’umanità solo perché si pone come antagonista dell’Occidente borghese e individualista e che lo faccia in nome del marxismo e del socialismo con caratteristiche cinesi? Davvero è sufficiente dirsi diversi per esserlo veramente?

Anche il terrorismo islamico dice di essere anti-occidentale, e noi possiamo dire che non è democratico solo perché compie attentati dinamitardi, non rispetta i diritti delle donne e delle minoranze e non fa progredire l’umanità sul piano economico? Qual è il criterio della democrazia? Quella vera, non soltanto quella che ci fa votare. Riusciamo a capire che il rispetto dei diritti umani va al di là di qualunque ideologia ed economia?

Di EG

Webmaster di diariofacebook.it, socialismo.info, quartaricerca.it, homolaicus.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *