La Lega di Salvini contro la Disney

L’Agcom ha comminato alla Walt Disney una multa di 62.500 euro per la messa in onda il 12 marzo su Fox di una puntata (peraltro vecchia di anni) della serie “I Griffin”. L’accusa si fonda sul reato – ancora esistente nel nostro ordinamento giuridico – di “offesa al sentimento religioso”, poiché avrebbe ironizzato sull’immacolata concezione relativa alla nascita di Gesù. Nel corso dell’episodio si assiste “a dialoghi caratterizzati dall’uso reiterato e gratuito di espressioni volgari, di scurrilità e turpiloquio, di offese alle confessioni e ai sentimenti religiosi”.

Protagonisti della denuncia il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli e Daniele Belotti, parlamentare della Lega. Ma è stata condivisa anche dal senatore Simone Pillon, che ha detto: “l’educazione dei bambini, specialmente su temi sensibili come la religione o la morale sessuale spetta ai genitori, e non ai messaggi ideologici dei big media o delle lobby”.

Ora, a parte che educazione o istruzione su questi temi spetta anche alle scuole, che nella stragrande maggioranza in Italia non sono confessionali, ciò che più stupisce è che a farsi paladini dell’etica religiosa siano esponenti di un partito notoriamente ladro e xenofobo, razzista e anti-islamico, privo di senso dello Stato, guidato da uno dei suoi leader più cialtroneschi del parlamento italiano

Il che non vuol dire che non vada tutelato l’atteggiamento che ogni cittadino può avere, nel rispetto della democrazia e dei diritti umani, nei confronti delle questioni religiose. “MicroMega” sostiene giustamente che la fede è un fatto privato, anche se poi aggiunge che in uno Stato laico il sentimento religioso non può diventare un bavaglio alla libertà d’espressione.

Che significa questo? Davvero si risolve il problema della libertà di coscienza dicendo che se qualcuno trova sgradevole un episodio televisivo, cambierà canale?

È vero, un credente non può pensare che il suo sistema di valori morali e religiosi sia universale, e pertanto automaticamente esteso a tutti, a tal punto dal dover essere protetto dalle leggi dello Stato. Ma è anche vero che sulle questioni sensibili non è opportuno fare ironie fuori luogo. La laicità non è solo una questione intellettuale, ma anche un atteggiamento etico, e sul piano etico deve dimostrare di avere maggiore sensibilità di qualunque religione. La satira non aiuta a diventare più laici, anzi, può favorire la radicalizzazione della fede. E oggi non abbiamo certo bisogno di nuove guerre di religione.

Capziosa, in tal senso, la difesa della Disney quando spiega che la sitcom non è un prodotto per i minori, ma “concepito per un pubblico più maturo che si colloca nel filone stilistico e narrativo dell’animation comedy, ben distinto dal tradizionale genere cartoon, inteso come cartoni destinati ai bambini”. In realtà non c’entra niente l’età del target di riferimento. È una questione di principio, come già il caso di Charlie Hebdo ha ampiamente mostrato.

Di EG

Webmaster di diariofacebook.it, socialismo.info, quartaricerca.it, homolaicus.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *