Colpo di stato in Guinea

In Guinea i militari hanno preso nei giorni scorsi il potere e sciolto l’Assemblea nazionale. Un vero e proprio colpo di stato, con cui han sostituito il premier e altre personalità di spicco.

Ma cosa aveva fatto di così grave il presidente Alpha Condé? Niente di particolare. Aveva semplicemente modificato la Costituzione per avere un terzo mandato. Cosa che molti premier han già fatto: Putin, Xi Jinping, Erdoğan, Abe… Anche il presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca, è intenzionato a ricandidarsi per la terza volta allo stesso incarico nel 2025. E che dire di Zaia, governatore del Veneto, che il terzo mandato l’ha già avuto, lui che si era vantato che la sua Regione aveva introdotto il limite dei due mandati per presidente, assessori e consiglieri regionali prima ancora che lo chiedessero i Cinquestelle?

Condé era accusato di autoritarismo e di aver arrestato dozzine di attivisti dell’opposizione. Non è quindi vero che il potere logora chi non ce l’ha, come diceva il cinico Andreotti, facendo sfoggio di bieco psicologismo. Chi ce l’ha se lo vuol tenere ben stretto. E se anche riesce a far logorare gli altri, sfruttando le loro interne divisioni, lui non mostra certo d’essere un campione di eticità.

E pensare ch’era stato il primo presidente democraticamente eletto della Guinea nel 2010. Ora con un golpe militare in atto la situazione peggiorerà sicuramente. Riuscirà infatti il Paese a mantenere gli impegni assunti coi vari attori internazionali, compresi quelli minerari, come nel caso del gigante russo dell’alluminio Rusal? Quando mai i militari si sono dimostrati esperti economisti? L’estrazione mineraria rappresenta circa il 35% del PIL, in particolar modo della bauxite, usato per produrre alluminio: una ricchezza che sfiora appena i cittadini, a causa della corruzione e della mancanza di infrastrutture.

Quando mai i militari han saputo favorire la democrazia e assicurare la giustizia sociale? A che servono i colpi di stato?

Di EG

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