Macron chiede scusa agli Harki

Macron ha annunciato un progetto di legge di “riconoscimento e riparazione” per gli Harki, i 200.000 algerini che tra il 1954 e il 1962 combatterono a fianco dell’esercito francese durante il conflitto contro il locale Fronte di Liberazione Nazionale.

Motivo di questo tardivo riconoscimento dell’aiuto dei collaborazionisti? Una volta terminato il conflitto, alla maggior parte di loro fu negata l’accoglienza in Francia. Considerati traditori dal nuovo regime di Algeri, furono vittime di rappresaglie sanguinose. Chi riuscì a lasciare l’Algeria, portandosi con sé la famiglia, fu alloggiato in campi di transito, vivendo condizioni di vita durissime. In totale ne arrivarono in Francia circa 90.000 fino al 1965.

Dopo 60 anni la Francia non ha chiesto scusa agli algerini che combattevano per la loro indipendenza, ma a quelli favorevoli alla schiavitù del Paese. Magari se avesse vinto, li avrebbe aiutati, a condizione ovviamente che rimanessero nel loro Paese. Insomma, siamo alle solite.

Che poi parlare di “liberazione” dell’Algeria dal colonialismo francese, è tutto relativo. Il 17 settembre è morto l’ex presidente dell’Algeria, Abdellaziz Bouteflika. Era stato tra coloro che nel biennio 1961-62 aveva partecipato al colpo di stato contro il governo provvisorio algerino che avrebbe dovuto prendere il potere nell’Algeria liberata.

Guidò il Paese in maniera autocratica per 20 anni, a partire dal 1999, cercando di ottenere un quinto mandato, ma fu travolto da imponenti proteste e manifestazioni di piazza. L’Algeria è scossa da almeno un lustro da proteste giovanili contro il regime.

Di EG

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