L’inquinamento del digitale è mostruoso

Si calcola che un’email da 1 mega emetta circa 19 grammi di CO2. Un semplice tweet ha un’impronta di 0,2 grammi. Una riunione di 5 ore in videoconferenza tra partecipanti di diversi Paesi produce fra i 4 e i 215 kg di CO2 o, se si preferisce, 4 ore di streaming consumano quasi quanto un frigorifero in una settimana.

Una ricerca inglese ha calcolato che se i britannici evitassero di inviare messaggi inutili di posta elettronica, farebbero la stessa cosa che togliere dalle strade 3.000 macchine diesel!

Secondo i dati forniti da Facile.it sul consumo medio per elettrodomestici, una famiglia italiana composta da quattro persone per l’utilizzo annuale di 2 televisori, 2 computer, 2 condizionatori, frigorifero, lavastoviglie, lavatrice e scaldabagno elettrico, consuma mediamente 3600 kWh. Ebbene, un giorno di smartphone in Italia (ne abbiamo circa 80 milioni) equivale al consumo energetico annuale di 33 famiglie di questo tipo.

Secondo un report di Shift Project, le tecnologie digitali sono responsabili del 4% delle emissioni di gas serra, una cifra che potrebbe raddoppiare già entro il 2025 e arrivare nel 2040 al 14%.

Un rapporto dell’European Environmental Bureau del 2019 ha calcolato che soltanto in Europa l’intero ciclo di vita degli smartphone europei è responsabile di 14 milioni di tonnellate di emissioni (CO2eq) ogni anno, che è più del bilancio del carbonio della Lettonia. Se il ciclo di vita dei dispositivi venisse allungato anche solo di un anno si potrebbe risparmiare il corrispettivo di 2 milioni di emissioni equivalenti.

Questo per dire che l’infotelematica (e il digitale in generale) è uno degli strumenti più impattanti che esistano. Non c’è solo il petrolio e il nucleare. Questo poi senza considerare che non abbiamo affatto diminuito la carta: abbiamo solo affiancato a questa un altro prodotto.

Nel nostro Paese la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili si attesta intorno al 35%, che non serve certo a fermare il surriscaldamento climatico e i disastri ambientali. Con l’energia elettrica utilizzata dal digitale in Italia potrebbero essere alimentate quasi 1,5 milioni di case.

Qui è l’intero stile di vita che va modificato. Dovremmo pensare a risparmiare il più possibile. Invece ci dicono che dobbiamo spendere il più possibile, per far girare l’economia. Per gli analisti se aumenta l’inflazione è un buon segno, altrimenti siamo in recessione.

Di EG

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