UE contraria agli algoritmi che violano dignità e privacy

Per combattere la discriminazione e garantire la privacy, gli eurodeputati, a larga maggioranza, han chiesto forti salvaguardie quando gli strumenti dell’Intelligenza Artificiale sono utilizzati dalle forze dell’ordine e dalla magistratura. Le persone monitorate dai sistemi alimentati da algoritmi devono avere accesso a eventuali ricorsi: questo perché i diritti fondamentali sono incondizionati.

Molte tecnologie già in uso commettono un numero sproporzionato di errori d’identificazione e di classificazione, danneggiando soprattutto le persone che appartengono a determinati gruppi razziali o etnici, le persone LGBTI, i bambini, gli anziani e le donne: il che crea situazioni particolarmente preoccupanti.

Per garantire il rispetto dei diritti fondamentali, gli algoritmi dovrebbero essere trasparenti, tracciabili e sufficientemente documentati, e le autorità pubbliche dovrebbero divulgare le loro applicazioni come software open-source.

Per rispettare la privacy e la dignità umana, i deputati chiedono un divieto permanente dell’utilizzo del riconoscimento automatico delle persone negli spazi pubblici, notando che i cittadini dovrebbero essere monitorati solo se sospettati di un crimine.

Il Parlamento chiede di vietare anche l’uso di banche dati private di riconoscimento facciale (come il sistema americano Clearview AI, banca dati di oltre tre miliardi di immagini raccolte illegalmente dai social network, già in uso) e la polizia predittiva basata sui dati comportamentali.

Gli eurodeputati chiedono anche di vietare i sistemi di punteggio sociale, che cercano di valutare l’affidabilità dei cittadini in base al loro comportamento o alla personalità.

Infine il Parlamento europeo si è dichiarato contrario al progetto iBorderCtrl, preposto a velocizzare il lavoro delle guardie di frontiera, fornendole di un aiuto-poliziotto in forma di avatar in grado non solo di rilevare i dati biometrici dei viaggiatori, quali impronte digitali e tratti del volto, ma anche di scoprire le loro emozioni, individuando chi mente ed è quindi un potenziale terrorista. Un “sistema intelligente di rilevamento delle bugie” per l’ingresso dei viaggiatori nella UE è semplicemente un sistema da idioti.

Di EG

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