In Italia si studia poco

Senza un diploma secondario superiore un Paese non cresce. Lo si sa da un pezzo. E chi ha più laureati che sviluppano ricerche scientifiche batte tutti.

Ebbene – scrive OpenPolis.it – noi nel 2020 abbiamo avuto solo il 63% dei diplomati, mentre nella UE la media europea è stata del 79%. Meglio poi che non guardiamo i dati delle università, perché qui c’è da spararsi. Anche solo nelle facoltà triennali siamo indietro come i gamberi (una media del 20% contro il 33% europeo). Tonino Guerra diceva che i romagnoli non leggono neanche se li ammazzi. Mi sa che questa frase vada applicata all’intero territorio nazionale.

Il problema grosso è che da noi il 13% di giovani abbandona prematuramente gli studi. Ed è una media nazionale, che non tiene conto delle enormi disparità a livello regionale. Ai primi posti della classifica sugli abbandoni scolastici troviamo infatti Sicilia (19,4%), Campania (17,3%), Calabria (16,6%) e Puglia (15,6%).

Nel complesso solo Malta (16,7%), Spagna (16%) e Romania (15,6%) sono messe peggio di noi.

Di EG

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