Ci stiamo addestrando a una guerra nucleare?

Il G20 fa gli incontri sul clima a Roma e dal 18 ottobre, per una settimana, i cieli dell’Italia settentrionale sono stati teatro di una grande esercitazione segreta della NATO, denominata “Steadfast Noon”, per addestrare i piloti dei cacciabombardieri a lanciare ordigni nucleari. La tempistica ha coinciso anche con la riunione dei ministri della difesa NATO, dove si è detto, con un curioso ragionamento bellicistico, che lo scopo fondamentale della capacità nucleare della NATO è preservare la pace, prevenire la coercizione e dissuadere l’aggressione.

Cioè mentre si era impegnati a Roma a costruire un mondo più unito, più pacifico e soprattutto più pulito, da un’altra parte si stava facendo esattamente il contrario. Senza poi considerare che a fine settembre proprio davanti alla base dell’Aeronautica militare di Ghedi si era tenuta una mobilitazione per chiedere all’Italia di ratificare il Trattato di proibizione delle armi nucleari, che peraltro nelle nostre due principali basi operative: Aviano (Pordenone) e Ghedi (Brescia), stanno aumentando o perfezionandosi sempre più. Infatti le testate nucleari tattiche B-61-12 ora possono anche essere guidate digitalmente e sono diventate quattro volte più potenti di quella sganciata su Hiroshima. Verranno utilizzate dai nuovi cacciabombardieri F-35 “Lighting II”, acquistati anche da noi. Di qui la suddetta esercitazione.

In Europa vi sono sei basi contenenti armi nucleari dell’aviazione statunitense: Volkel (Olanda), Kleine Brogel (Belgio), Buchel (Germania), Incirlik (Turchia), e le nostre Ghedi e Aviano. Il totale stimato di dispositivi nucleari non si conosce: va da 100 a 500, anche perché, p.es., sia in terra bresciana che in terra friulana ci sono bunker in grado di contenerne parecchie altre. Sappiamo solo che 50 nuove bombe atomiche stanno arrivando nelle basi di Aviano e di Ghedi. Naturalmente è a carico del Paese che le riceve l’onere per 2/3 o totalmente delle spese per il mantenimento e l’aggiornamento.

In tutto il mondo, al 2019, si contano circa 14.000 armi nucleari: quanto basta per far saltare l’intero pianeta più e più volte. Gli USA spenderanno fino a 12 miliardi di dollari per produrne altre 400.Hai voglia a parlare di clima meteorologico. Qui si sta preparando un clima di guerra. E nella UE l’obiettivo da colpire è sempre quello, dai tempi di Napoleone: la Russia. Ce lo ricordano continuamente gli americani.

Di EG

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