Cosa contano le comunità indigene? A niente!

Per i delegati indigeni alla conferenza sul clima di quest’anno a Glasgow la delusione è stata totale.

Si sono chiesti infatti che senso abbia fornire risorse finanziarie ai governi nazionali per piantare miliardi di alberi, quando questi stessi governi sono parte del problema climatico a causa delle deforestazioni che favoriscono. Cioè che senso ha escludere i popoli indigeni che proteggono le foreste e il clima ogni giorno, dai progetti di riforestazione?

Queste comunità tradizionali pensano che i finanziamenti andranno sicuramente sprecati. Non solo, ma la piantumazione massiva di alberi pone una serie di rischi per il suolo e gli ecosistemi locali. Non la si può fare senza attenti criteri scientifici, che conoscono bene proprio le popolazioni indigene, da sempre residenti nelle foreste. Come si può non coinvolgerle in progetti del genere?

Le popolazioni indigene costituiscono il 5% della popolazione mondiale, ma proteggono l’82% della biodiversità. E non hanno neanche il pieno controllo dei loro territori attraverso il riconoscimento di confini precisi.

Viviamo in un mondo ridicolo, dominato da Stati che anche quando si riuniscono pensando di fare del bene al pianeta, contribuiscono, contro le loro stesse intenzioni, a peggiorarne sempre più le condizioni.

Di EG

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