La vera Cina tra le comunità più primitive

Nella provincia del Guizhou, una delle più povere della Cina, vi sono molte minoranze etniche, un tempo provenienti dalla Siberia. In un piccolo villaggio di montagna, detto Basha, vive l’ultima tribù di cacciatori dei Miao (conosciuti anche come Hmong), autorizzati dal governo a portare vere armi da fuoco. Loro venerano gli alberi come portatori di anime, vivono in case di legno, praticano usanze secolari e mantengono le loro credenze uniche.

Nel passato la povertà e le rivalità interetniche li indusse ingenuamente ad accettare le lusinghe finanziarie di Francia e USA in cambio di appoggi militari contro i comunisti in Indocina. Dopo la sconfitta degli USA dovettero ritirarsi in zone sempre più remote.

Nonostante ciò han conservato una struttura sociale molto forte, in cui l’individuo è considerato come parte organica di un’intera società. Le persone si definiscono attraverso la loro famiglia e il loro clan, caratterizzato da un rigido ordine gerarchico patriarcale.

In origine vivevano solo di agricoltura e caccia. Oggi praticano anche l’allevamento del bestiame e producono cotone. A chi viene a visitarli come turisti culturali fanno pagare un biglietto d’ingresso.

Perché ricordare una popolazione del genere? Perché conduce una vita autosufficiente, rispettosa dell’ambiente. Venera le fonti d’acqua e gli alberi come totem sacri, incarnazione animistica dei propri antenati. Quando nasce un figlio, i genitori piantano un albero con l’augurio che il figlio possa crescere con la stessa forza dell’albero. Anche se l’abbattimento di alberi vecchi è proibito, quello stesso albero è spesso usato per fabbricare la bara della persona per cui era stato piantato.

Tengono in grande considerazione gli anziani e la famiglia. Conservano soprattutto gli abiti tradizionali, perché rappresentano la corteccia degli alberi. Vivono in costruzioni di legno.

Sono popolazioni come questa che rappresentano la vera Cina, quella più antica. Riusciranno a sopravvivere, salvaguardando i propri usi e costumi? Direi di no. Infatti il governo cinese li vuole scolarizzare con propri insegnanti, che devono impartire lingua e cultura cinese. Anche perché le loro tradizioni non rientrano in quelle Han, nettamente dominanti. Di fronte a queste culture primitive non cambia molto per un governo centrale essere comunista o capitalista.

Breve sintesi di un lungo art. apparso su www.gfbv.it

Di EG

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