Rapporto Oxfam sulle disuguaglianze durante la pandemia da Covid-19

Secondo il rapporto Oxfam, pubblicato nel gennaio di quest’anno, alla fine del 2019 la ricchezza delle 42 persone più ricche del mondo equivaleva a quella di 3,7 miliardi più poveri.

Tra marzo e dicembre 2020 il patrimonio complessivo dei circa 3.000 superricchi del mondo (per esserlo bisogna possedere oltre un miliardo di dollari) è aumentato del 40%, raggiungendo quasi 12.000 miliardi complessivi, una cifra che corrisponde allo sforzo di spesa pubblica praticato da tutti i Paesi del G20 messi insieme nello stesso periodo di tempo.

Jeff Bezos, l’uomo più ricco del mondo, proprietario di Amazon, nel 2020 avrebbe potuto concedere un bonus da 105.000 dollari a tutti i suoi 876.000 dipendenti, mantenendo un livello di ricchezza personale identico a quello posseduto prima che la pandemia facesse schizzare il già mostruoso ammontare di profitti della regina del commercio online.

Nei primi mesi della pandemia il mercato azionario ha subìto un crollo che ha causato una drastica riduzione della ricchezza finanziaria dei miliardari. Questa battuta d’arresto è stata però di breve durata: nel giro di 9 mesi i 1.000 miliardari più ricchi hanno recuperato tutta la ricchezza che avevano perso, mentre per le persone più povere del mondo la ripresa potrebbe richiedere oltre un decennio. E si stima che nel 2020 l’aumento del numero totale di persone che vivono in povertà potrebbe essersi attestato tra 200 e 500 milioni.

L’aumento della ricchezza dei miliardari dall’inizio della pandemia sarebbe più che sufficiente a scongiurare che tutti gli abitanti della Terra cadano in povertà a causa del virus e a pagare il vaccino per tutti.

La Banca Mondiale ha calcolato che se i governi lasceranno che la disuguaglianza cresca di appena due punti percentuali all’anno, nel 2030 vi saranno 501 milioni di persone in più costrette a vivere con meno di 5,5 dollari al giorno. Se invece i governi saranno capaci di mettere in campo azioni in grado di ridurre la disuguaglianza di due punti percentuali all’anno, potremmo tornare ai livelli pre-crisi nell’arco di tre anni, e nel 2030 vi sarebbero 860 milioni di poveri in meno rispetto allo scenario di aumento della disuguaglianza.

La crisi del coronavirus si è abbattuta su un mondo in cui, in 40 anni, la quota del surplus di reddito andata all’1% più ricco era oltre il doppio di quella fluita alla metà più povera della popolazione globale, e in cui, negli ultimi 25 anni, lo stesso 1% più ricco ha bruciato il doppio di carbone rispetto al 50% più povero, acuendo l’attuale crisi climatica e ambientale.

Da notare, in aggiunta a questi dati, che secondo il “Global Wealth Databook 2019” di Credit Suisse, in Italia nel secondo trimestre del 2019 (prima dell’esplosione della pandemia) il 20% più ricco possedeva quasi il 70% della ricchezza nazionale, mentre il 20% più povero soltanto l’1,3% e il 40% intermedio uno sparuto 12%.

https://www.oxfamitalia.org/wp-content/uploads/2021/01/Sintesi_report_-Il-Virus-della-Disuguaglianza_FINAL.pdf
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Di EG

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