Ora anche l’Algeria chiede le scuse alla Francia

Ora anche l’Algeria, dopo il Ruanda, chiede, per bocca del suo presidente Abdelmadjid Tebboune, che la Francia riconosca la responsabilità del colonialismo esercitato nel Paese nordafricano tra il 1830 e il 1962. Questo perché a distanza di circa 60 anni la popolazione algerina ricorda ancora come la libertà del proprio Paese sia stata conquistata dopo un grande spargimento di sangue.

Ma il governo di Macron non ne vuol sapere: al massimo opterà per atti simbolici in segno di riconciliazione. Di qui l’idea di Tebboune di stringere un partenariato strategico con la Turchia, che ha già investito circa 5 miliardi di dollari in Algeria e senza alcun vincolo di tipo politico, diventando il primo investitore straniero in questo Paese. D’altra parte la stessa Algeria già oggi fornisce alla Turchia 1/3 di gas naturale liquefatto.

Strano però che Tebboune non si sia accorto che la Turchia di Erdoğan ha l’ambizione di ricostituire il vecchio impero ottomano, colonialista anch’esso nei confronti degli algerini.

Per fortuna che Tebboune non ha alcuna intenzione di fare dell’islam un’ideologia statale, per cui cercherà di stare alla larga dall’islam politico di Ankara. Ma una consapevolezza così laica a chi la deve: agli ottomani o ai francesi?

Di EG

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