Questioni di onore familiare

Grazie alle dichiarazioni di tre pentiti, s’è fatta luce sul delitto di Nunzia Alleruzzo, avvenuto a Paternò nel Catanese nel 1995. È stato il fratello Alessandro, che oggi ha 47 anni, ad averla assassinata per riscattare l’onore della famiglia mafiosa degli Alleruzzo, violato dalle relazioni extraconiugali che la donna intratteneva con criminali di un gruppo rivale, dopo avere abbandonato il marito. Tra gli “amanti” di Nunzia vi era un certo Giovanni Messina, che aveva ucciso la madre di lei e che pensava di uccidere lo stesso Alessandro.

Il padre Pippo Alleruzzo negli anni ’70 e ’80 guidava il gruppo paternese di Cosa Nostra, al centro di numerose faide particolarmente cruente. Poi, dopo la morte violenta della moglie e di un altro suo figlio, divenne un collaboratore di giustizia.

Anche i genitori pakistani di Saman Abbas hanno eliminata la figlia per questioni di onore familiare, in quanto aveva rifiutato un matrimonio combinato. Ci siamo scandalizzati parecchio di questo delitto, ma qual è la differenza? Una c’è: la Saman voleva sposarsi con l’unico ragazzo che amava, che non era un mafioso.

Da notare inoltre che l’onore non può più essere “lavato” in Italia dalla legge n. 442/1981 nel caso d’infedeltà coniugale. Ma, nonostante questo, i femminicidi si susseguono da oltre 15 anni a una media di uno ogni due giorni. E, secondo l’ISTAT, il 74,5% degli assassini è italiano, nato in Italia da almeno una generazione, e non è di religione islamica.

Di EG

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