Se Saman è morta, la colpa è anche nostra

In Italia l’art. 84 del Codice civile vieta espressamente il matrimonio tra minori. Ci sono però alcune eccezioni: tra i 16 e i 18 anni ci si può sposare per “gravi motivi”, dopo l’autorizzazione di un giudice (non serve quella dei genitori), che deve accertare la maturità psicofisica e la fondatezza delle ragioni addotte.

Inoltre, a seguito della legge n. 69 del 2019, è stato introdotto nel Codice penale l’art. 588-bis che sanziona i matrimoni forzati in cui è evidente l’elemento della coercizione. Merito di ciò va alla Convenzione di Istanbul del 2011, ratificata dall’Italia nel 2013 ed entrata in vigore nel 2014. Da noi solo lo 0,2% del totale tra i 15 e i 19 anni sono sposati.

Ciononostante la legge non basta. L’abbiamo visto con Saman Abbas, la ragazza pakistana uccisa dai propri parenti perché rifiutava un matrimonio combinato. Non era certo il caso dei suoi genitori, in Italia da una decina d’anni, ma vien da chiedersi: chi controlla le minorenni o comunque le ragazze che appartengono a famiglie migranti, quando lo status di residente dei genitori può essere precario, a breve termine o addirittura in una posizione di irregolarità? Una ragazza può voler scappare da un matrimonio forzato, ma non per questo desiderare che il padre finisca in carcere oppure rischi di venire espulso. Ecco perché se non ci si vuole rivolgere alle forze dell’ordine, si deve chiamare il numero contro la violenza di genere (1522) o contattare i Centri antiviolenza. E Saman l’aveva fatto nell’ottobre del 2020.

Il numero dei matrimoni forzati è destinato sicuramente ad aumentare per colpa della pandemia, che ha impoverito famiglie già in condizioni precarie. E comunque da noi non esiste una ricerca ufficiale e attendibile sul fenomeno delle spose adolescenti. Siamo piuttosto indietro in materia di sensibilizzazione. E le ragazze che cercano aiuto, non sempre trovano un ascolto adeguato. Anche perché abbiamo il culto della famiglia e non pensiamo che i mostri siano proprio lì o nel parentado.

Di EG

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