L’importanza strategica del Mediterraneo

Perché il Mediterraneo è così strategico? Lo spiega il sito formiche.net

Il 27% dei container mondiali; il 20% del traffico marittimo globale; il 71% degli scambi tra Italia e Mediterraneo via mare; 659 milioni di tonnellate sui servizi marittimi a corto raggio; 18 porti; oltre 1 miliardo di tonnellate di beni che passano da Suez e lo rendono uno snodo cruciale tra le quattro macroregioni (Nord America, Europa, Africa e Asia) senza “reali alternative”, neppure davanti alle nuove strategiche rotte come quella artica.

Per la Cina il Mediterraneo è il crocevia per raggiungere i mercati europei, il Nord Africa, il Medio Oriente, con l’opportunità di raggiungere la costa Est degli Stati Uniti. Gli investimenti di Pechino nella logistica e nelle infrastrutture marittime nel Mediterraneo hanno assunto un ruolo determinante nell’aumento esponenziale (+ 500% dal 1995) del traffico merci in entrata nel mare e nella capacità dei porti regionali di assorbirlo e smistarlo. Praticamente è un mare che s’interfaccia direttamente con l’Oceano Indiano e il Mar della Cina meridionale. Non si era mai vista una cosa del genere.

La forte presenza cinese nelle infrastrutture marittime del Mediterraneo è parte di un processo di regionalizzazione della globalizzazione che vede nell’Italia “una sorta di ponte logistico ed energetico tra l’Europa continentale e il Nord Africa”.

La politica italiana, così provinciale e litigiosa, non riesce neppure lontanamente ad afferrare l’importanza di queste cose. Per noi il Mediterraneo è solo una minaccia a causa dei flussi migratori. Abbiamo persino una destra che vorrebbe essere più nazionalista che europeista, quando invece sarebbe meglio il contrario. Siamo più indietro degli stessi antichi Romani, che, dopo le guerre puniche, avevano capito che non è il mare che va visto dalla terra ma la terra che va vista dal mare.

Di EG

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