La tutela ambientale è una discriminante

Nell’arco dei prossimi 14 anni non esisteranno più in Europa le auto a diesel e benzina e ibride, cioè a partire dal 2035 dovremo comprare un’auto elettrica, a “emissioni zero”. Già nel 2030 si dovrà avere una riduzione del 60% delle emissioni di auto, alzando il limite attuale del 37,5%, per poi arrivare a quello definitivo pari al 100%.

Questo modo di impostare le cose sul piano ecologico, è ridicolo. Sia perché invece di parlare di potenziamento dei mezzi pubblici, si continua a parlare di acquisto di mezzi privati. Sia perché anche le auto elettriche devasteranno il pianeta, a partire dalle loro batterie per finire coi loro sistemi elettronici, senza parlare dei soliti pneumatici.

Anche la produzione di energia elettrica per fare andare le auto ha dei costi ambientali. Per non avere alcun impatto ambientale l’auto dovrebbe andare a pedali.

È lo stile di vita che deve cambiare. Non bastano i mezzi. Per es. la concentrazione massiccia della popolazione nelle aree urbane è un bene? Sicuramente no, anche perché le città sono cantieri aperti ogni giorno, dove la manutenzione, i rifacimenti, le ristrutturazioni non finiscono mai. E non c’è cosa che non inquini.

Potremmo p.es. partire dagli imballaggi plastificati nei supermarket. In Italia stanno crescendo i cosiddetti “negozi leggeri”, a basso impatto ambientale, dove è il cliente a decidere quanta merce acquistare. I prodotti si vendono sfusi, senza packaging, usando i dispenser, e con un occhio al “chilometro zero”. Ai contenitori per portarli a casa deve provvedere il cliente, che tende a riutilizzare sempre lo stesso. E il risparmio si percepisce subito.

Di EG

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