I limiti ecologici delle centrali idroelettriche

Sul sito tech.everyeye.it è apparsa una news che ha messo in discussione i vantaggi ecologici delle centinaia di centrali idroelettriche costruite nel bacino amazzonico sfruttando i fiumi che attraversano l’area.

Un team di ricerca guidato dal climatologo Dailson Bertassoli ha constatato che, sebbene non vengano bruciati combustibili fossili, i serbatoi rilasciano sotto l’acqua milioni di tonnellate di metano e anidride carbonica.

Tali emissioni durante i primi due anni di attività di una centrale “ad acqua fluente” (run-of-river), di Belo Monte lungo il fiume Xingu, hanno aumentato di oltre tre volte le emissioni di gas serra.

Una volta che si verifica l’allagamento della terraferma, la materia organica intrappolata nel suolo inizia a degradarsi. Senza contare l’impatto sia ambientale sulle specie acquatiche locali, che sociale sulle comunità indigene che vivono lungo il fiume. In poche parole, per limitare l’aumento dei gas serra, si dovrebbe evitare d’inondare la vegetazione. Cosa che non fa nessuno.

Un rapporto del 2019 dell’Environmental Defense Fund ha evidenziato come alcune delle centrali idroelettriche del mondo siano dei veri “pozzi di carbonio” (assorbono più carbonio attraverso la fotosintesi degli organismi che vivono nell’acqua di quanto ne emettano attraverso la decomposizione), mentre altre sono emettitrici nette.

Di EG

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2 commenti

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