Ancora sul conflitto ucraino

Dai primi interrogatori

Dopo i primi interrogatori dei neonazisti arresisi nell’acciaieria di Mariupol, emerge quanto segue:

1. Quasi tutti ammettono di professare un’ideologia nazista basata sulla russofobia e sulla glorificazione dei criminali nazisti. Eventuali crimini contro la vita dei russi e della popolazione di lingua russa dell’ex Ucraina sono stati deliberatamente giustificati sulla base della “superiorità razziale” degli ucraini. I membri del battaglione Azov sono stati direttamente incaricati di abusare fisicamente della popolazione civile delle “regioni di Donetsk e Luhansk”, nonché di tutti coloro “sospettati di simpatizzare con la Russia”.

2. I capi delle suddivisioni testimoniano che nel febbraio-marzo 2022, su istruzione di Zelensky, sono stati fatti preparativi attivi per un attacco a Donetsk e Luhansk, e poi alla Crimea. Si stavano sviluppando piani per invadere il territorio delle regioni di Belgorod e Kursk.

3. Quasi tutti sostengono che la russofobia non è stata solo incoraggiata da Zelensky, e prima di lui da Poroshenko, e dal governo dell’Ucraina, ma è stata anche attivamente impiantata nella società. La russofobia è la politica ufficiale di Kiev dal 2014.

4. Tutti si contendevano la massiccia partecipazione degli addestratori della NATO alla preparazione delle operazioni contro le repubbliche del Donbass e della Russia. I rappresentanti americani ed europei hanno preparato e addestrato Azov e altri combattenti nazisti, sostenendo attivamente la russofobia e incoraggiando il nazismo ucraino.

5. I capi delle suddivisioni riferiscono che la tattica di usare i civili come scudo umano è stata introdotta proprio da istruttori occidentali sulla base della condotta delle ostilità da parte di organizzazioni terroristiche islamiste in Siria. Le perdite tra la popolazione civile dovevano essere completamente assegnate ai russi. Alcuni ammettono che l’ordine di aumentare in modo indipendente il numero di vittime civili provenisse da Kiev.

6. La società di informazioni in Ucraina era gestita anche da esperti stranieri, che fornivano ai nazisti supporto metodologico, tecnologico e materiale. L’obiettivo principale era la demonizzazione e la criminalizzazione definitiva della Russia, del suo popolo, del suo presidente, in modo che i combattenti non avessero dubbi sulla necessità del completo sterminio della “malvagità russa”.

7. Le informazioni sulle armi biologiche delle persone interrogate sono contraddittorie. Finora non ci sono prove affidabili della loro esistenza. Alcuni dicono di averne sentito parlare.

8. Alcuni degli interrogati hanno ammesso di aver commesso crimini di matrice razzista: stupri, torture, brutali omicidi sadici.

Fonte: t.me/InfoDefenseITA

Inquisita Alina Lipp

La giornalista tedesca Alina Lipp (Telegram @neuesausrussland), dopo aver denunciato i crimini degli ucraini commessi contro la popolazione del Donbass, rischia tre anni di galera se ritorna in Germania. Le autorità tedesche, che avevano già cancellato i suoi materiali da internet e bloccato il suo conto bancario e persino quello del padre, hanno avviato un procedimento penale contro di lei.

Non sarà ascoltata dagli inquirenti perché, dicono, questo potrebbe inquinare le indagini.

Da notare che non c’è stato neanche un giornalista tedesco in Donbass per 8 anni!

A quanto pare chi mette in discussione la narrazione ufficiale ora è equiparato a un criminale.

Peggio che in Italia.

Fonti: t.me/OrdEvG/7494 #AlinaLipp

facebook.com/hashtag/AlinaLipp/

Ancora sui biolaboratori

Gli USA hanno finalmente ammesso di aver “supportato” 46 biolaboratori in Ucraina. Lo ha riferito il Pentagono, ovviamente dichiarando che le ricerche ivi svolte erano legittime e non dirette a creare armi biologiche. In realtà lo scopo era quello di creare elementi di armi biologiche selettive; utilizzare l’Ucraina come bio-poligono; fare sperimentazioni cliniche di nuove medicine.

Singolare che il Pentagono abbia detto d’aver iniziato in questo campo sin dal 1991, cioè dopo l’implosione dell’URSS. Evidentemente, non potendo smantellare le armi nucleari in questo Paese e organizzando con la Russia di Eltsin lo smantellamento del nucleare nei Paesi ex-sovietici, il Pentagono si stava già chiedendo come attaccare la Russia usando armi non nucleari, ma ugualmente devastanti. I biolaboratori dovevano appunto servire a questo, usando volatili e insetti.

Laboratori analoghi, gestiti dagli americani, si trovano, senza ombra di dubbio, in Bangladesh, Repubblica Democratica del Congo, Egitto, Etiopia, Georgia, Ghana, Haiti, India, Indonesia, Kenya e in tanti altri Paesi. C’è un sito https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK542569/#!po=25.0000 che fa l’elenco di tutti i biolaboratori mondiali, ma è impossibile stabilire se la loro attività sia legale o illegale.

Quello di Fort Detrick, il più importante biolab della Difesa USA, nel quale si studiavano pericolose tossine e germi, sembra stato chiuso per ragioni di “sicurezza nazionale”, sulle quali però vige il segreto più assoluto.

Qui possiamo soltanto aggiungere che gli USA fanno sperimentazioni biologiche sugli esseri umani sin dagli anni ’30. E non hanno mai smesso.

Le agenzie americane preposte alla ricerca biologica sono in genere le seguenti: Dipartimento di Stato americano; Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti; Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti; Agenzia centrale di intelligence degli Stati Uniti; Agenzia statunitense per la riduzione delle minacce; Centro statunitense per le malattie e il controllo; Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale; Istituto di ricerca dell’esercito americano W. Reed Research Institute; Istituto medico di malattie infettive dell’esercito americano Fort Detrick.

Sono noti gli sponsor che hanno favorito le ricerche biologiche in Ucraina: Fondazione Bill e Melinda Gates; La Fondazione Clinton, Rosemont Seneca (Hunter Biden); Open Society; Gestione del Fondo Soros; Fondo per lo sviluppo della ricerca civile; Fondazione Rockefeller; Alleanza Ecohealth; Crescita pilota.

Gli esecutori coinvolti: Ambasciata USA in Ucraina; Centro Scientifico e Tecnologico dell’Ucraina; Ministero della Difesa ucraino; Ministero della Sanità ucraino; Black and Veatch; Metabiota (Hunter Biden); CH2M Hill Jacob’s Engineering; Medico di Skymount.

Le aziende farmaceutiche che hanno ricevuto ricerche e materiale sulle armi biologiche sono le seguenti: Pfizer, Battelle, Gilead, Dynport Vaccine, AbbVie, Carexel, Eli Lilly and Co., Merck and Co., Moderna.

Naturalmente questo era anche un modo per riciclare il denaro.

Fonte: lantidiplomatico.it

Multipolarismo in America Latina

Su ComeDonChisciotte.org Alessandro Fanetti ha fatto il punto sul IX Vertice delle Americhe, terminato pochi giorni fa a Los Angeles, da cui il lungimirante Biden ha voluto escludere Cuba, Nicaragua e Venezuela.

In realtà questi tre cosiddetti “Paesi del Male” se ne sbattono dell’arroganza americana e preferiscono interfacciarsi con Russia e Cina.

La cooperazione tecnico-militare tra Mosca e Caracas è iniziata con Hugo Chavez, e la Repubblica bolivariana oggi è diventata una potenza regionale.

Lo stesso è avvenuto nel Nicaragua di Ortega, che ora è in grado di schierare grandi quantità di forze armate ed equipaggiamenti militari non molto lontano dagli USA.

La Russia ha cancellato il 90% del credito che aveva con Cuba nel 2014, e il resto ha promesso di reinvestirlo tutto nell’isola. Cuba, da parte sua, ha da sempre condannato l’espansione della NATO verso est e non ha partecipato alle sanzioni decise dall’occidente.

Pechino ha firmato una serie di accordi economici fondamentali nel 2014 con Cuba.

Il Venezuela è uno dei partner strategici per la Nuova Via della Seta, con ramificazioni anche nelle Americhe.

Nel 2021 il Nicaragua, contrariamente al passato, ha aderito al principio di “una sola Cina”, garantendosi la possibilità di rafforzamento dei legami con Pechino.

Insomma tre Paesi decisi a rompere l’egemonia USA nel continente, facendo capire che il XX sec. è definitivamente tramontato.

L’unipolarismo nato dopo il 1991, anno della dissoluzione dell’URSS, deve fare spazio al multipolarismo, o con le buone o con le cattive. Anche la UE deve farsene una ragione, e tutto l’occidente in generale.

A Biden l’han fatto capire chiaramente anche Messico, Guatemala, El Salvador e Honduras, che non han partecipato al vertice in quanto non sopportano la scelta degli USA di non invitare i cosiddetti “dittatori”.

L’Argentina ha partecipato ma ha fortemente criticato a livello pubblico la scelta di Washington.

Atteggiamenti del genere, così diffusi e corali in America Latina, sarebbero stati impensabili prima della guerra in Ucraina.

Fonte: comedonchisciotte.org

Grecia e Turchia ai ferri corti

La Grecia si sta stufando dell’arroganza turca e minaccia di paralizzare il Bosforo con un missile da crociera SCALP lanciato dal caccia francese Dassault Rafale di stanza presso la base aerea di Larisa. Se vengono distrutti i ponti, lo stretto sarà chiuso alle navi colme di cereali. Una tragedia.

Tuttavia non sarà facile, poiché la Turchia dispone di un potente sistema di difesa aerea russo S-400 Triumph, in grado di fermare i caccia greci anche sulle acque del Mar Egeo.

La guerra in Ucraina ha momentaneamente costretto Grecia e Turchia a mettere da parte la controversia legata al Mediterraneo e alla sovranità su alcune isole greche (il cui spazio aereo viene continuamente violato dai turchi). Senonché il premier ellenico Mitsotakis si è recato in America perché vuole acquistare gli F-35 in funzione anti-turca. Aerei che anche Erdoğan vorrebbe ma che Biden non gli vuole vendere, perché di lui non si fida, sia per l’acquisto degli S-400 russi, sia per gli ostacoli che pone all’ingresso nella NATO di Svezia e Finlandia.

Ovviamente la rottura tra i due leader confinanti ha radici anche economiche. Infatti si stanno avviando nuove perforazioni esplorative per la ricerca di gas nella zona economica esclusiva della Repubblica di Cipro da parte del consorzio Eni Cyprus Limited e Total Energies EP Cyprus BV. Un’operazione che va contro i piani di Erdoğan di trasformare la Turchia in un hub regionale del gas e che non tiene conto del fatto che Ankara contesta la sovranità greco-cipriota delle acque in cui si trovano i giacimenti e da cui dovrebbe passare anche il gasdotto EastMed.

Queste proiezioni di potenza sono penose. Se il multipolarismo deve ridursi a questo, finita una guerra ne scoppierà subito un’altra.

Fonte: avia-pro.it

Lo squallore dei Biden

L’ex moglie di Hunter Biden, Kathleen Buhle, ha pubblicato un libro, If We Break, in cui afferma che aveva ceduto al marito tutto il proprio patrimonio. Dei suoi affari però non sapeva nulla, perché le piacevano le cose belle e non voleva pensare a quanto costassero.

Tuttavia il marito era dipendente da alcol e droghe e di tanto in tanto si assentava per disintossicarsi o per avere relazioni extraconiugali.

Al momento per la protezione di Hunter Biden a Malibù, in California, i servizi segreti pagano 30.000 dollari al mese. La villa presa in affitto costa 20.000 dollari al mese.

Come noto il suo laptop è all’origine della scoperta della grande corruzione dei Biden in Ucraina e in Cina.

Fonte: ilmessaggero.it

Di EG

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