Ancora sul conflitto ucraino

Vacche grasse a termine

La strategia dell’occidente era isolare Putin, ma non funziona. Mosca è sostenuta da Cina, India, Brasile e Sud Africa, che, insieme alla Russia, producono 1/3 del PIL mondiale. Più che mai ricevono fertilizzanti, energia e armi dalla Russia. Anche l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti sono ampiamente neutrali e finora han fatto poco per aumentare la propria produzione di petrolio.

Lo dice il quotidiano tedesco “Die Welt”.

Io avrei aggiunto un’altra cosa: se escludiamo il Sudafrica, i Paesi del BRICS sono in grado d’influenzare gli altri Paesi che vivono nei loro stessi continenti. Questo poi senza considerare che in Africa han capito da soli come comportarsi nei confronti della Russia: non han bisogno che sia il Sudafrica a dirglielo. Glielo dice il colonialismo patito da mezzo millennio. E in fondo la stessa cosa possiamo dire dell’America Latina, che ha snobbato il IX Vertice delle Americhe voluto dagli USA.

Per l’occidente le vacche grasse da mungere liberamente stanno morendo tutte. Ora per tornare a vivere alla grande, bisognerà ricorrere alle armi di grosso taglio, ma la pacchia in occidente sarà comunque riservata a pochi. La maggioranza vivrà in ristrettezze, quelle tipiche di un’economia di guerra. Su questo il Great Reset del Forum Economico Mondiale parla chiaro.

Ogni tanto si sentono anche i marxisti

Scrive Marco Pondrelli su “Marx21”:

In Italia siamo in presenza di un oligopolio informativo che ha emarginato le voci critiche. Oramai il format televisivo è chiaro: si invita un malcapitato che non si riconosce nelle idee mainstream per poterlo interrompere e permettere ai soliti noti di ripetere il loro mantra atlantista. Questo perché senza una voce critica non si riuscirebbe a costruire una trasmissione in cui non si fa che riproporre lo stesso concetto.

La demonizzazione maccartista del nemico è funzionale a chi ha sempre meno argomenti da spendere. Gli stessi che ieri dissertavano di Covid e vaccini oggi sono diventati esperti di Russia e geopolitica e domani magari ci spiegheranno la necessità dei sacrifici per difendere l’euro. Peccato che nessuno di loro abbia pensato di smascherare le fake news ucraine. O di rettificare le adesioni acritiche e precipitose fatte in precedenza, come p.es. si era fatto nei confronti delle dichiarazioni della Lyudmila Denisova, commissaria per i diritti umani ucraini, relative agli stupri dei soldati russi, che lei stessa poi ha smentito.

Pensiamo cosa accadrà quando da tutte le iniziative giuridiche che l’occidente ha fatto partire a carico delle presunte mostruosità compiute dai russi, si scoprirà che invece erano state compiute dagli ucraini. Ma questo è un mio pensiero. Un pensiero che vale assai poco, poiché se si arrivassero a conclusioni del genere, verrebbero immediatamente affossate e in occidente non si saprebbe nulla di nulla. Abbiamo davvero un bel giornalismo di regime… Le “veline” se le autoimpone. Almeno sotto il fascismo potevano sempre dire che gli venivano imposte dall’esterno.

Pondrelli, di suo, aggiunge che il noto dossier del Copasir ha avuto lo scopo d’intimidire chi dissente: se metti in dubbio l’operato del governo diventi un suo nemico. Sono metodi maccartisti.

Tra l’altro notiamo che nessuno ha sottolineato la pericolosità dello sbattere in prima pagina nomi, foto con accanto accuse di putinismo, di fronte a un Paese in cui alcuni delinquenti (vedi Napoli e Bologna) hanno già aggredito uomini e donne colpevoli di dissentire rispetto alla vulgata atlantista. L’articolo del “Corriere” potrebbe sembrare un’istigazione a delinquere.

Si noti inoltre che il 21 giugno il parlamento si esprimerà nuovamente sulle armi all’Ucraina. Sembra che questo dossier sia un messaggio rivolto ai dubbiosi: si sta dicendo ai parlamentari della Repubblica (uno dei quali risulta attenzionato da questo rapporto) di stare attenti alle loro scelte.

Nei decenni passati la stampa non solo denunciava il lavoro sporco dei servizi segreti, ma indagava alla ricerca della verità, e per questo molti giornalisti han pagato con la vita. Oggi i giornali si sono ridotti a buca delle lettere della Santa Inquisizione, complici consapevoli del disegno atlantista.

Notiamo, peraltro, che neanche la Presidente del Senato ha pensato doveroso intervenire per denunciare l’intimidazione subita da un rappresentante della Repubblica.1

Tuttavia la maggioranza degli italiani continua a pensare che la Russia non sia il nemico e che anzi si debba parlare con Mosca. Anzi molti si dicono convinti che siano gli Stati Uniti a contribuire al prosieguo della guerra.

Fonte: marx21.it

Corridoi privilegiati per gli ucraini

Pare che in Italia gli ucraini per ottenere la cittadinanza fruiscano di corridoi molto privilegiati e superveloci, assolutamente non paragonabili ai 24-36 mesi di tempo che si aspettano tutti gli altri richiedenti.

In altre parole il Ministero dell’Interno consente di non presentare molta della documentazione originale necessaria per l’ottenimento della cittadinanza, come ad es. il certificato di nascita e quello dei carichi pendenti nel Paese di origine.

I profughi ucraini, ma anche i cittadini ucraini già presenti sul territorio irregolarmente da anni, si sono visti accettare ogni tipo di richiesta, tra cui quella di creare un permesso di soggiorno ad hoc, paragonabile a quello per il diritto d’asilo, ma senza le limitazioni del caso, e dunque senza consegnare il passaporto in questura e con l’immediata possibilità di svolgere attività lavorativa in Italia.

Molti dei requisiti per l’emersione dal lavoro irregolare del 2020 (ancora non conclusa), non vengono accertati se si tratta di cittadini ucraini. Viceversa afghani, siriani e yemeniti continuano a vivere spesso in vari stati d’illegalità per via del fatto che non riescono a ottenere i necessari certificati dai loro Paesi di origine a causa delle guerre.

Sto con Roberto Mazzoni

Ottima intervista concessa dal giornalista Roberto Mazzoni, che ora vive negli USA, a Carlo Savegnago, che gestisce su YouTube il “Vaso di Pandora”.

Ha detto che l’inflazione negli USA sta aumentando così tanto che i 5 dollari al gallone di benzina (circa 4 litri) non si sono mai visti (in California può arrivare anche fino a 10 dollari). Questo è un problema grosso perché negli USA ci si sposta su gomma. E quando aumenta il prezzo del petrolio, aumenta tutto.

Addirittura in California s’è formato un flusso di migliaia di americani che si trasferiscono in Messico, preferendo camminare tra le strade cosparse di cadaveri dei cartelli della droga piuttosto che affrontare il carovita e la criminalità da loro.

L’inflazione è quasi al 17%. Ovviamente non è il dato ufficiale, ma quello calcolato sulla base dei valori usati dal governo prima che li modificasse (oggi p.es. non si considera più il costo delle case e degli affitti).

Insomma negli USA si prevede recessione, se non depressione, alimentata anche dagli aumenti dei tassi d’interesse della FED, che non serviranno affatto a diminuire l’inflazione, poiché questa è causata da molteplici fattori che la rendono incontrollabile. Questo vuol dire che nei supermarket o le merci non si trovano, o se ne trovano di meno a costi maggiorati, o hanno un prezzo leggermente aumentato ma sono di quantità o volume inferiore.

Ma in fondo è questo il sogno di George Soros: aumentare i disordini civili che inducono i benestanti a chiedere una dittatura politico-militare. Per far questo è sufficiente aumentare la disoccupazione e soprattutto il numero di coloro che non vogliono più cercare un’occupazione perché la ritengono una fatica sprecata.

Lo stesso Biden è una creatura di Soros, che ha investito molto denaro per modificare le procedure elettorali nel 2020. La Casa Bianca è piena di persone che provengono dalle sue no profit.

Soros è anche entrato a gamba tesa nella guerra in Ucraina, ma questa guerra, che i russi sono destinati a vincere sul campo, sarà la croce sulla tomba della NATO, un organismo già traballante dopo la pessima figura in Afghanistan. E oggi vediamo, dentro la NATO, l’Ungheria contro la Polonia, la Turchia contro la Grecia e contro l’ingresso di Svezia e Finlandia nella stessa NATO. E non dimentichiamo che la Turchia ha una situazione economica disastrosa, col 70% d’inflazione, che cerca ora di mascherare cercando di occupare vari territori della Siria ove sono presenti i kurdi. Il che favorisce frizioni con la Russia e un allargamento del conflitto ucraino al Mar Nero.

D’altra parte le sanzioni imposte alla Russia hanno penalizzato solo gli USA e la UE (a parte qualche oligarca russo). La NATO potrebbe vincere solo se fosse indotta a intervenire esplicitamente a causa di un attacco chimico o nucleare da parte dei russi. E si sa che non ci vuol molto a creare un incidente a bella posta. Il che però porterebbe a un’escalation fuori controllo. Tuttavia Mazzoni pensa che se la NATO interverrà direttamente, lo farà più contro la Cina (per la questione di Taiwan) che non contro la Russia.

In ogni caso l’Europa deve prepararsi a un’economia di guerra, cioè a razionamenti di cibo ed energia. Dopodiché si dovrà fare il grande salto verso una valuta digitale controllata dalle banche centrali degli Stati (quindi del tutto diversa dai bitcoin), cioè scavalcando il tradizionale sistema bancario.

In una situazione del genere è meglio vivere in piccoli centri urbani vicini ai luoghi di produzione, dove la filiera è molto corta, piuttosto che nelle grandi città.

Quanto alla guerra ucraina Mazzoni è stato chiaro: al punto in cui ci troviamo la Russia non è interessata a scendere a patti, perché ha perso troppi uomini, per cui la guerra andrà avanti finché Putin non avrà preso tutto il Donbass e Odessa, arrivando fino alla Transnistria. Cioè in sostanza vuole una resa. A quel punto l’Ucraina sarà come un guscio vuoto, un Paese da Terzo mondo, poiché trasportare cereali via terra diventerà troppo costoso.

Se poi l’occidente manderà armi più potenti, la Russia potrebbe arrivare a occupare tutta l’Ucraina.

Col tempo nel mondo si affermerà una piena indipendenza economica rispetto all’Europa, al punto che l’Eurasia (Cina, India e Russia) assorbirà la stessa Europa, facendola diventare parte del proprio territorio, lottizzandola. Il grosso della capacità produttiva vera e propria oggi è già in Asia. E la quantità maggiore di materie prime strategiche sono o in Russia o in Africa, e qui i commerci e gli accordi militari con Russia e Cina vanno a gonfie vele. Anche in Sudamerica il Brasile ha chiaramente fatto vedere di stare dalla parte di Russia e Cina. E il Brasile è in grado di trascinarsi dietro l’intera America Latina. Al IX Vertice delle Americhe voluto da Biden non era presente il Messico, che è il secondo partner commerciale degli USA dopo il Canada. E i russi avranno proprie basi militari in Nicaragua.

L’occidente sta perdendo anche la guerra valutaria, poiché dollaro ed euro diminuiranno di valore e non saranno più uno standard per altri Paesi: tutti gli Stati vogliono usare la loro moneta nazionale.

Fonte: youtube.com/watch?v=sS8XZJGj9TQ

Un documento inchioda i Biden e Zelensky

L’“Izvestia” ha reso pubblico il decreto con cui Zelensky chiedeva di distruggere tutti i file riguardanti i membri dei servizi di difesa ucraini, i dipendenti e il personale dello Stato e qualsiasi coinvolgimento con il biolaboratorio di Hunter Biden METABIOTA. Reca la data del 24/febbraio/2022, lo stesso giorno in cui iniziarono gli attacchi aerei dei russi contro l’Ucraina.

Ora abbiamo capito cosa stavano distruggendo, nello stesso giorno, i militari fuori dal quartier generale dell’Intelligence del ministero della Difesa ucraino a Kiev in questo video: https://twitter.com/dwnews/status/1496882679446392849

Naturalmente gli USA, pur avendo ammesso la presenza di 46 laboratori gestiti da loro in Ucraina, continuano a negare una vergognosa attività del Dipartimento della Difesa sulle armi biologiche e tossiche. Sono decenni che ostacolano qualsiasi indagine sull’argomento. Altri laboratori si trovano in Georgia e in chissà quali altri Stati ex-sovietici.

In ogni caso i Biden van considerati responsabili di crimini biologici contro l’umanità. E Zelensky ha dimostrato d’essere a conoscenza di ciò che avveniva nel suo Paese.

Fonte: bioclandestine.substack.com/p/zelensky-ordered-destruction-of-all?

Nota

1 Si riferisce al senatore Vito Petrocelli, già costretto a dimettersi dalla presidenza della Commissione Esteri per un semplice tweet in cui scriveva “Buona festa della liberaZione”, evidenziando la Z simbolo dell’intervento armato dei russi.

Di EG

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