Ancora sul conflitto ucraino

Nathalie Tocci capisce qualcosa?

Nathalie Tocci, direttrice dell’Istituto Affari Internazionali sul futuro dell’Europa, non vede che la UE è una colonia degli USA, una colonia fastidiosa perché troppo benestante, con troppi abitanti, con molti meno problemi rispetto agli antagonismi macroscopici degli USA.

Dice che attraverso questa guerra in Ucraina noi europei abbiamo riscoperto la solidarietà, come per la pandemia e le altre crisi europee precedenti. Infatti abbiamo messo sanzioni contro la Russia (come se questa non fosse “europea”), abbiamo pensato a come renderci indipendenti dall’energia russa (come se fosse la cosa più facile del mondo). Siamo capaci di trasformare le crisi in opportunità, sempre e comunque.

Per lei “resilienza” vuol dire anche “sopportare il dolore”, cioè recessione, inflazione, disoccupazione, razionamento… Putin crede che noi siamo deboli. Ma noi resisteremo a tutte le sfide e faremo entrare l’Ucraina nella UE.

E naturalmente dà per scontato che la guerra sarà una maratona non uno sprint, cioè durerà a lungo.

Una giornalista le ha chiesto: ma Putin dice che nel futuro vinceranno gli Stati sovrani, mentre noi siamo una colonia americana e non abbiamo classi dirigenti che si oppongano a questa condizione subalterna.

E lei, serafica risponde: man mano che il mondo si è interconnesso, l’universalismo a livello valoriale (kantiano) si è andato perdendo. Noi europei siamo democratici per definizione (sic!) e abbiamo sottovalutato i valori autoritari, come quelli russi. È finita l’era dell’incoscienza-innocenza: dobbiamo prendere atto che ci sono valori antitetici a quelli democratici dell’Europa. Non ci possiamo permettere di non far niente. Insomma dobbiamo per forza entrare in guerra, altrimenti i nostri valori moriranno. Una non-azione non serve a niente. Dovevamo intervenire militarmente anche in Libia per avere fonti energetiche sicure. E dovevamo farlo anche in quei Paesi africani che, siccome non sono democratici, determinano imponenti flussi migratori verso l’Europa.

Per parlare così, sembra che questa gente sia nel libro paga degli americani. Cioè, se non lo fossero, davvero direbbero cose del genere?

Fonte: affarinternazionali.it

Compromettente il diario della figlia di Biden

I diari della figlia Ashley del presidente degli Stati Uniti Joe Biden, in cui ammette di “aver fatto più volte la doccia con papà”, han fatto esplodere le trasmissioni televisive americane.

Il popolare presentatore di “Fox News” Tucker Carlson ha detto che un presidente così corrotto non ha posto alla Casa Bianca. E ha esortato i giornalisti a chiedere al presidente alla prossima conferenza stampa cosa sia successo nella famiglia Biden.

Bisogna però ammettere che gli americani sono culturalmente primitivi, eticamente molto approssimativi. Per mandare a casa un presidente han bisogno di sapere che esplicitamente tradisce la moglie o ha rapporti incestuosi coi figli. Non è sufficiente che col suo folle comportamento rischi di scatenare una guerra mondiale nucleare o di mandare in rovina l’intera economia occidentale.

Gli statisti europei, poi, neppure si esprimono: avendo il complesso dello schiavo succube e imbelle, aspettano di vedere come si comporta il Paese colonizzatore.

Fonte: neovitruvian.com

Chi gestisce il cibo?

Siamo soliti dar la colpa a Putin per la scarsità di cereali nel mondo, per il rischio della fame nei Paesi più poveri. In realtà il cibo viene gestito in occidente da multinazionali che non c’entrano niente con la Russia.

La gran parte dell’approvvigionamento alimentare globale è già controllato da un gruppo di oligarchi, tra cui i giganti finanziari BlackRock e Vanguard.

Tra i primi tre azionisti di CF Industries Holdings Inc. (la più grande azienda di fertilizzanti al mondo) figurano sia Vanguard che BlackRock, i quali sono anche i primi azionisti della Union Pacific, il gigante ferroviario che trasporta fertilizzanti e altri input agricoli negli Stati Uniti.

Anche le 10 principali aziende alimentari del mondo sono in gran parte possedute da BlackRock e Vanguard: si tratta di Nestlé, PepsiCo, General Mills, Kellogg’s, Associated British Foods, Mondel’z, Mars, Danone, Unilever e Coca-Cola.

E sempre loro sono anche i principali azionisti di AppHarvest, un’azienda agricola con sede nel Kentucky che vanta una delle serre (di soli pomodori) più grandi del mondo coi suoi 2,76 milioni di mq.

Sono loro che decidono cosa puoi mangiare e bere e ha che prezzo nei supermarket. E prima delle sanzioni, lo decidevano anche in Russia, dove però Putin ha detto basta.

Sono loro che decidono se farci mangiare prodotti a base di OGM o coltivati in una piastra di Petri. Alla faccia del km zero, dell’economia sostenibile e dell’autoconsumo.

Larry Fink, CEO di BlackRock (che deve gestire 20.000 miliardi di dollari di investimenti!), l’ha fatto capire indirettamente: “è ora di forzare il comportamento delle persone a cambiare”. Anche Bill Gates la pensa uguale: non a caso sta comprando quanti più terreni agricoli possibili.

“Col denaro si controlla il mondo, con le armi le nazioni, ma col cibo si controllano i popoli”, diceva il guerrafondario Kissinger.

Se a questo incubo unisci il fatto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità si sta impadronendo della medicina e dell’assistenza sanitaria, muovendosi rapidamente per approvare un nuovo “trattato sulle pandemie” che darà all’ONU il controllo totale sulla salute pubblica, capisci bene che si stanno aprendo le porte di un cupo fascismo totalitario in tutto il mondo. Poche multinazionali e poche migliaia di persone pretendono di controllare i destini dell’intera umanità.

La guerra in Ucraina dovremo considerarla come un piccolo antipasto di ciò che davvero ci attende.

Fonte: scenarieconomici.it

Avremo freddo, molto freddo

L’Associazione federale tedesca delle proprietà immobiliari ha già chiesto che il prossimo inverno la temperatura minima negli appartamenti venga ridotta fino a 16 gradi Celsius di notte, in caso di carenza di gas, e a 18 gradi di giorno.

Sarà facile farlo, perché in Germania sono estremamente diffusi i sistemi centralizzati di riscaldamento e teleriscaldamento. Naturalmente si abbasserà il riscaldamento anche nelle piscine, sempre che non vengano chiuse.

Siccome anche le aziende temono il peggio, stanno mettendo le mani avanti: se non volete la nostra chiusura – ha detto l’Associazione delle Aziende Industriali –, le centrali elettriche o a gas devono essere riconvertite a carbone o a olio combustibile.

Con la pandemia abbiamo vissuto una lotta darwiniana supportata relativamente dai vaccini. Ora però ci ammazzeremo a vicenda, perché non siamo abituati a scenari del genere. E ammazzeremo anche l’ambiente.

Fonte: scenarieconomici.it

Cingolani cigola

Il Ministro per la Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, ha indicato le prime misure “Per la transizione al buio”:

– due ore d’interruzione dell’illuminazione nelle ore notturne dalle 4 alle 6. Sicuramente faremo felici gli astrofili e l’Italia assomiglierà un po’ di più alla Corea del Nord;

– dovranno essere fermati gli impianti che lavorano in ciclo continuo, 24 ore al giorno. Ma fermarli significa chiuderli per un periodo non di ore, ma di diversi giorni se non di settimane! Davvero una bella competenza a dire una cosa del genere!

Intanto Germania, Austria e Olanda hanno riattivato le centrali a carbone. In Italia ne verranno riattivate 6. Come noto, il carbone è il combustibile fossile più inquinante. Alla giovane Greta Thunberg verrà una sincope.

La poltrona e il bostik

Di Maio è diventato ministro degli Esteri in quanto rappresentante dei 5Stelle. Visto che è uscito dal suo partito, con altri 71 parlamentari, dovrebbe avere l’onestà di dimettersi. Tanto sarà facile sostituirlo.

In caso contrario dovrebbe uscire dal governo Conte, altrimenti sembra che i protagonisti di questa pantomima siano altri: la poltrona e il bostik. Due soli mandati non piacciono a nessuno e il rischio di non essere eletti alle prossime elezioni, con la riduzione di 1/3 dei parlamentari, spaventa parecchio.

Iniziano gli scioperi

Oggi a Bruxelles dalle 70-80.000 persone sono scese in piazza. La gente portava striscioni con slogan: “Più rispetto, salari più alti”, “Abolire le accise” e “Smettila di spendere soldi per le armi e usale per gli stipendi”.

Per salari più alti e migliori condizioni di lavoro il più grande sciopero ferroviario britannico in circa 30 anni è iniziato oggi. Circola solo 1/5 dei treni. Circa 40.000 dipendenti hanno in programma di colpire le ferrovie e la metropolitana di Londra, che è già ferma.

Migliaia di camionisti in Corea del Sud, a causa dell’impennata dei prezzi del carburante, hanno scioperato in alcuni porti e depositi di container del Paese, minacciando di rallentare l’export delle merci dalla nazione asiatica.

Vi sono scioperi anche nel distretto di Stryisky, nella regione di Leopoli, dove c’è un grande snodo ferroviario.

Gli italiani d’estate non fanno queste cose (le ultime manifestazioni di scuola e sanità sono di maggio), ma a settembre faran cadere il governo, proprio perché non ne possono più.

Discorso penoso di Draghi

Un leader europeo come Draghi che in tutto il suo discorso al senato non cita neanche una volta la parola Donbass, non merita di governare il nostro Paese.

Un uomo che considera propaganda solo quanto affermano i russi, sdogana il neonazismo ucraino e ci porta alla catastrofe.

Un premier che non attribuisce alcuna responsabilità al governo di Kiev sull’impossibilità di trasferire all’estero i cereali stoccati, mente sapendo di mentire.

Parla di pace e non propone nulla per realizzarla. Uno che è lì senza essere stato eletto, dovrebbe avere più rispetto degli italiani.

Povero Macron

Certo che con un’astensione al 54% la maggior parte dei nuovi deputati all’Assemblea Nazionale francese è stata eletta con meno di 1/4 degli iscritti. In alcune circoscrizioni, i nuovi parlamentari sono stati eletti da meno di 1 elettore su 10.

Il partito di Macron è stato votato da appena il 16% degli elettori.

Cos’è, democrazia questa? Questa non è una democrazia rappresentativa ma una specie di dittatura semi-democratica. Chi avrebbe il coraggio di dire che una democrazia si basa sull’esercizio del voto? Se gli astenuti avessero davvero un peso, il parlamento francese dovrebbe essere numericamente dimezzato.

Di EG

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