Ancora sul conflitto ucraino

Il discorso di Putin alla parata

Dal discorso odierno di Putin si capisce chiaro e tondo che la guerra in atto è tra Russia (che teme per la propria sopravvivenza) e NATO (che è sempre più aggressiva). L’Ucraina viene citata solo per il neonazismo dei seguaci di Bandera, con cui sono stati perseguitati i russofoni e soprattutto i filorussi del Donbass. Ha anche detto che a Kiev stavano preparando un’offensiva definitiva per eliminare le due repubbliche autonome e per dotarsi di armi nucleari.

Ha rimproverato l’amministrazione Biden d’aver impedito ai veterani americani di partecipare alla parata di Mosca.

Ha ribadito che la Russia è un “Paese diverso”, che ha una propria fede e propri valori tradizionali, mentre in occidente i valori vengono “aboliti”.

Ha concluso il suo discorso senza dichiarare la mobilitazione generale o dichiarare una guerra vera e propria.

A confronto, il discorso del cancelliere Olaf Scholz, di ieri, è penoso e foriero di scenari catastrofici. Infatti ha paragonato la violenza nazista a quella attuale della Russia, cioè i russi sarebbero i nuovi nazisti, in quanto vorrebbero sottomettere l’intera Ucraina, quando invece l’obiettivo dell’intervento militare è la difesa del Donbass e la fine delle persecuzioni dei russofoni.

Scholz non vede per niente né il ruolo aggressivo della NATO né quello dei neonazisti ucraini e neppure i condizionamenti da parte degli statunitensi a favore della rivoluzione arancione del 2004 e del golpe del 2014.

Finge di non ricordare che il nazismo fu sconfitto soprattutto dai sovietici, non dagli americani, e tralascia completamente che durante la guerra una buona parte degli ucraini si alleò coi nazisti.

E soprattutto ritiene del tutto normale non avviare trattative di pace, ma sanzionare pesantemente la Russia, sul piano economico e finanziario, armare con armi pesanti il governo filonazista di Kiev e alimentare il militarismo della Germania.

Di EG

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