Ancora sul conflitto ucraino

Anche l’Ansa neonazista?

Elogio sperticato dell’Ansa al neonazista chiamato dai media ucraini Cyborg, avendo un braccio artificiale in titanio e un occhio di vetro.

Ilya Samoilenko è il responsabile dell’intelligence del reggimento Azov, il battaglione di nazionalisti ucraini che sta difendendo da settimane l’acciaieria Azovstal di Mariupol dagli attacchi russi.

Si è ridotto così perché 3 anni fa, combattendo contro il Donbass filorusso, un missile esploso vicino a lui causò un’onda d’urto che gli fece esplodere le munizioni che stava maneggiando.

Secondo l’Ansa il suo obiettivo non è sottomettere le repubbliche separatiste e riprendersi la Crimea, ma realizzare la pace. E siccome si sente un eroe e un patriota, non sopporta la diplomazia e teme che il suo governo, nei negoziati, sia disposto a cedere parte del territorio ucraino.

Poi l’articolista prosegue: alle critiche sulla natura di destra del battaglione di cui fa parte e alle domande sui motivi che lo spingono a rischiare la vita a ogni momento, Ilya ha risposto semplicemente: “Il mio desiderio di combattere vuol dire che ho bisogno di capire me stesso come cittadino. Come nell’antica Grecia: vuoi essere cittadino? Benvenuto nell’esercito”.

Capito l’avverbio “semplicemente”? Avete presente quando Hitler, dopo aver subìto l’ultimo attentato, guardandosi miracolosamente illeso disse: “Vedete, sono l’uomo della provvidenza!”. Uguale.

La madre di Ilya è come il figlio: “Quando guardo lui e i suoi amici, penso che dovrebbero costruire una nuova Ucraina. Come società abbiamo bisogno di loro vivi. Spero che accada un miracolo”.

Come se il neonazismo ucraino non abbia già fatto abbastanza danni.

Fonte: ansa.it

Sorprese a non finire

Quando i giornalisti intervistano abitanti che han vissuto sempre nel Donbass o in Transnistria o comunque nelle aree più russofone dell’Ucraina, si rimane abbastanza sconcertati nel vedere che sono ancora rimasti legati alla passata Unione Sovietica. Sembra che in quel Paese non ci siano solo due nazioni diverse all’interno di un unico Stato, ma che esista una diversità anche tra questi russofoni e la Russia europea, quella che con Eltsin diede una spallata a tutto il socialismo statale, inaugurando il neoliberismo economico degli oligarchi e della mafia russa.

Sembra che Putin, che cercò di porre rimedio allo sfacelo provocato da Eltsin, abbia ritrovato tra questi russofoni le ragioni più profonde della vera identità russa. Che non sono quelle “imperiali”, come sostengono gli occidentali, ma quelle legate ai valori del mondo slavo, valori identitari, eroico-patriottici, linguistici, culturali, religiosi e di grande solidarietà umana.

Queste popolazioni periferiche russofone han sofferto i condizionamenti filo-occidentali che si trovano non solo negli ucraini nazionalisti e neonazisti, facenti capo soprattutto a Kiev e Leopoli, ma che si trovavano anche nella Russia europea dopo la parentesi di Gorbaciov.

In Ucraina i russofoni sono prevalentemente slavi come i russi, anche se costituiscono una minoranza nel Paese, ancorché significativa. Quando considerano le truppe russe come “liberatrici”, non chiedono di poter esercitare liberamente i valori borghesi dell’occidente, ma di essere liberate dal neonazismo di Kiev e di Mariupol, che tanta sofferenza ha procurato loro.

Si ha cioè l’impressione che Putin abbia ritrovato in queste popolazioni il passato più significativo della Russia zarista e socialista, un motivo in più per combattere l’atteggiamento filo-occidentale degli oligarchi e dei tanti abitanti imborghesiti della moderna Russia europea. Forse per questo non ha fretta di vincere questa guerra. Quanto più dura, tanto più la Russia sarà costretta a staccarsi dall’occidente, proprio perché sarà lo stesso occidente a staccarla da sé.

Con questa guerra Putin sta creando una nazione (o meglio una federazione) che guarda verso l’Asia, dove il capitalismo non è anarchico ma tenuto sotto controllo dallo Stato. Per un certo periodo di tempo si è illuso di poter convivere pacificamente con l’occidente. Ora sembra che s’illuda di poterlo fare con la Cina e l’India. Si è sentito tradito da un occidente che mirava soltanto a impadronirsi delle immense risorse del suo Paese.

Forse lui non lo vedrà, ma coi cinesi si verificherà un nuovo tradimento. Il capitalismo infatti, che sia gestito dai privati o regolamentato dallo Stato, è sempre un limite che va superato, e non potrà certo esserlo col passato socialismo statale, come ancora crede la sinistra radicale, quella estremista, che ancora oggi vede la svolta democratica di Gorbaciov come una forma di tradimento, una concessione eccessiva al sistema capitalistico, che aveva posto le basi alla fine della “gloriosa” URSS.

I sauditi si prendono mezzo Yemen

L’aggressione dell’Arabia Saudita allo Yemen, che dura dal 2015 con migliaia di vittime yemenite ignorate in occidente, perché questo massacro è compiuto con armi occidentali e il regno di al Saud è un nostro “alleato”, si è conclusa nel peggiore dei modi. Infatti Riad prevede di annettere una serie di province (Hadhramaut, Shabwah, Al-Mahrah e Abyan) ricche di risorse nello Yemen orientale, la cui consistenza equivale a metà del Paese.

La monarchia saudita ha informato esponenti regionali che il regno vuol concedere loro “il diritto all’autodeterminazione”, ma ha anche premesso che dovrebbero entrare a far parte del sud arabo dell’Arabia Saudita. In questa maniera i sauditi avranno in mano i porti chiave che consentiranno un maggiore accesso all’Oceano Indiano, all’Africa e ad altre regioni.

L’Arabia Saudita e lo Yemen avevano concordato una tregua mediata dalle Nazioni Unite il 2 aprile scorso, dopo che i sauditi avevano subìto una serie di imbarazzanti sconfitte militari a causa di una serie di attacchi di rappresaglia yemeniti contro i sensibili impianti petroliferi di Aramco. Tuttavia da allora l’Arabia ha commesso oltre 5.000 violazioni alla tregua, tramite bombardamenti, sequestro di navi combustibili e la continua chiusura dell’aeroporto internazionale di Sanaa.

Ora la guerra andrà per forza avanti: difficile pensare che lo Yemen accetti questa vergognosa amputazione.

Sanzioni contro l’Arabia? Nessuna.

Fonte: lantidiplomatico.it

Da parte del Comitato Ucraina antifascista di Bologna

Scrive sul suo canale Telegram (11-05-2022):

A Odessa, nella Casa dei Sindacati, le donne giovani venivano condotte dai fascisti nella cantina, violentate e poi strangolate, quelle meno giovani cosparse di liquido infiammabile e incendiate. Una gestante al sesto mese di gravidanza fu strangolata col filo del telefono e sui social gli estremisti nazionalisti scrissero che avevano ucciso “mamma Odessa”.

Nel Donbass occupato dai battaglioni nazisti il gruppo Tornado era specializzato nelle violenze alle ragazze dei villaggi russofoni. A Mariupol, nella prigione segreta dell’aeroporto cittadino, denominata “La Biblioteca” (perché i prigionieri erano chiamati i “libricini”), i torturatori del Battaglione Azov denudavano le militanti antifasciste e le sottoponevano a ogni tipo di violenza fisica e psicologica. Pochi giorni fa, sempre nel Donbass, a Mariupol, in una base dei miliziani nazisti, è stato rinvenuto il corpo di una giovane donna con una svastica incisa sul ventre, mutilata e straziata dai suoi carnefici.

Per costoro, la donna antifascista, deve essere ridotta al silenzio attraverso l’offesa del corpo…

Il 4 maggio scorso, a Bologna, una nostra compagna del collettivo “Cambiare Rotta” è stata oggetto della violenza fascista dei banderisti e solo grazie all’uso di uno spry al peperoncino è riuscita a sottrarsi agli aggressori. Noi donne del Comitato Ucraina antifascista di Bologna, lavoratrici ucraine, russe, moldave, italiane, siamo al suo fianco.

Resta vergognosa la narrazione di regime che sdogana il nazismo a livello internazionale, come avviene per l’armata Azov e il Pravi Sektor.

Il bambino Di Maio colpisce ancora

Evgenij Solonovich, 88 anni, il massimo italianista russo, pluripremiato, nato a Sinferopoli in Crimea, è stato escluso dal comitato organizzativo del Premio Strega. Cancellata anche dall’Istituto italiano di Cultura di Mosca la presentazione dei sonetti di Gioachino Belli, appena curati per l’editore Novoe Izdatel’stvo.

Ha tradotto in russo i massimi scrittori e poeti italiani dell’Ottocento e del Novecento dal 1959 in poi.

Anche la Anna Jampol’skaja, celebre italianista, è stata esclusa solo perché russa.

La decisione è stata presa da Di Maio.

Per fortuna però è stato riammesso.

Zelensky è un militarista fascista

Nel messaggio originale di Zelensky per il giorno della vittoria dell’Unione Sovietica sul nazismo vi era la foto di un soldato di Kiev con un Totenkopf (un teschio con due ossa incrociate), simbolo usato da diverse unità militari della Germania nazista. Zelensky ha poi rimosso il post sia da Telegram che da Instagram.

Questo dimostra che non è una vittima del neonazismo ma un suo protagonista. Può un ebreo essere nazista? A quanto pare sì.

D’altra parte prima della guerra aveva chiuso tre canali televisivi di opposizione e ordinato l’arresto del proprietario delle tre emittenti, aveva defenestrato il procuratore generale anticorruzione, costretto alle dimissioni il governatore della Banca centrale, e cacciato il presidente della Corte costituzionale. Poi sfruttando, durante la guerra, la legge marziale ha messo fuori legge 11 partiti di opposizione, legalmente eletti.

Tutti i maggiori oligarchi ucraini sono finanziatori del suo partito, e lui ha sfruttato i loro giornali per farsi della propaganda politica a costo zero. E pensare che per farsi eleggere aveva promesso di limitare il potere di questi vergognosi oligarchi, dei quali i più ricchi sono Kostyantin. Zhevago (1,8 miliardi di euro), Rinat Achmetov (7 miliardi di euro) e Victor Pinchuk (2 miliardi di euro). Da notare che lo stipendio medio di un lavoratore non supera i 300 euro al mese. Lo stesso Zelensky deve il suo successo a un altro oligarca, Igor Kolomoisky, che gli ha versato circa 41 milioni di dollari, finiti sui conti correnti di vari paradisi fiscali, con cui si è comprato prestigiosi immobili in giro per il mondo.

Acuto Toni Capuozzo

Ha detto il giornalista Toni Capuozzo: “È chiaro che Zelensky preferirebbe degli eroi morti per farci dei monumenti che dei reduci probabilmente critici nei suoi confronti e sconfitti.” E dunque, qual è la moneta di scambio che ha il battaglione Azov per evitare la resa? “Il fatto che ci siano degli occidentali. Ma se ci sono degli americani, degli inglesi e si dice perfino degli italiani, da quanto tempo sono lì?”, chiede il giornalista.

Che sia per questo motivo che gli USA e il Regno Unito stanno spingendo Svezia e Finlandia a entrare subito nella NATO? Si vuole una guerra totale per impedire alla Russia d’interrogare i prigionieri dell’acciaieria?

Sempre più grave la questione biologica

Il ministero della Difesa russo dispone di dati sugli esperimenti statunitensi sui pazienti dell’ospedale psichiatrico n. 1 nel villaggio di Strelechya, nella regione di Kharkov.

“La principale categoria di soggetti sperimentali era un gruppo di pazienti maschi di età compresa tra 40 e 60 anni con un alto stadio di esaurimento fisico”, ha affermato Igor Kirillov.

Gli ideologi del programma biologico-militare americano in Ucraina sono i leader del Partito Democratico. Attraverso le agenzie governative americane è stato formato un quadro legislativo per finanziare queste opere direttamente dal bilancio federale. Sono stati coinvolti fondi Clinton, Rockefeller, Soros, Biden, oltre a società farmaceutiche, tra cui Pfizer, Moderna e Merck, fondi che dovevano servire anche per le campagne elettorali dei politici.

I progetti biologici militari in Ucraina vengono attuati non solo dagli Stati Uniti, ma anche da altri Paesi della NATO. Per es. nel 2013 la Germania ha lanciato il proprio programma. Dal 2016 al 2019 gli epidemiologi dell’Istituto di microbiologia della Bundeswehr hanno prelevato 3.500 campioni di siero sanguigno ucraino.

Anche l’Istituto Polacco di Medicina Veterinaria ha partecipato alla ricerca sul virus della rabbia in Ucraina. La ricerca è stata condotta in collaborazione con l’Istituto Battelle, con sede negli Stati Uniti, un appaltatore chiave per il Pentagono.

Inoltre sono stati documentati i finanziamenti polacchi all’Università di Medicina di Lvov, che comprende l’Istituto americano di Epidemiologia e Igiene.

Nel 2020 i residenti del distretto di Slavyanoserbsky (regione di Lugansk) sono stati deliberatamente infettati da tubercolosi ad alta resistenza ai farmaci. I volantini, realizzati sotto forma di banconote false, sono stati infettati con l’agente della tubercolosi e distribuiti ai minori del villaggio di Stepovoe. Gli organizzatori di questo crimine han tenuto conto del comportamento dei bambini, che hanno l’abitudine di “mettere tutto in bocca” e di prendere il cibo con le mani non lavate.

Mariupol è stato utilizzata come Centro regionale per la raccolta e la certificazione dell’agente patogeno del colera, della tularemia e dell’antrace. Qui, dopo l’intervento militare russo, molti documenti sono stati frettolosamente distrutti. I ceppi selezionati sono stati inviati al Centro di sanità pubblica di Kiev, responsabile della spedizione dei biomateriali negli Stati Uniti. Queste attività vengono svolte dal 2014.

Per nascondere la loro appartenenza agli Stati Uniti, gli esperti di ricerca biologica viaggiavano attraverso Paesi terzi. Nel gennaio 2022 i cittadini stranieri che conducevano gli esperimenti sono stati evacuati e le attrezzature e i farmaci che utilizzavano sono stati portati nell’Ucraina occidentale.

Il Ministero della Difesa russo ha inoltre detto d’essere a conoscenza del fatto che gli USA e il governo di Kiev stanno preparando provocazioni per accusare le forze armate russe di voler usare armi biologiche e chimiche di distruzione di massa.

Di EG

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