Ancora sul conflitto ucraino

Possibile scenario

Possiamo archiviare la missione di Draghi a Washington come un totale fallimento. Lui ha dichiarato di voler la pace, ma la NATO, estendendosi a tutti i Paesi scandinavi, non ne vuol sapere. E gli USA stanno dando troppe armi e soprattutto troppi fondi per non pretendere una guerra a lungo termine. Tant’è che parlano di ritiro delle truppe russe da tutto il territorio occupato.

Si ha la netta impressione che gli USA abbiano di mira sia lo sfiancamento militare della Russia che l’indebolimento economico della UE. Ovvero il controllo o l’isolamento di entrambi gli “imperi” (di secondo livello), destinati a non poter più comunicare tra loro, con grave danno soprattutto per la UE, assai povera di risorse energetiche e persino deficitaria sul piano dell’autonomia alimentare.

Se la Russia prova a usare anche solo un’arma nucleare tattica, la sua sorte è segnata, almeno nell’area europea: non è in grado d’intercettare tutti i missili nucleari che possono pioverle sulla testa. Indicativamente la Russia avrebbe pronti al lancio 1.588 missili, gli Stati Uniti 1.644, la Francia 300 e il Regno Unito 120. Nei magazzini di questi Paesi ve ne sarebbero poi altri 10.000, al momento non attivi.

Gli USA non possono permettersi di perdere un’altra guerra dopo i fallimenti registrati in Siria e Afghanistan, e la totale instabilità di Iraq e Libia a causa dei loro bombardamenti. Quindi non hanno fretta e anche se la Russia dovesse vincere gli ucraini e separare in due la loro nazione, la parte occidentale di quest’ultima entrerà nella NATO, e sarà riempita di missili nucleari puntati su Mosca e le altre città russe.

A questo punto sarebbe meglio per la Russia occupare l’intera Ucraina. Eviterebbe così di tenersi una fastidiosa spina nel fianco. In fondo sin dall’inizio l’aveva detto: il problema non è solo la denazificazione ma anche la smilitarizzazione, cioè il ruolo assolutamente neutrale del Paese.

D’altra parte che la Russia sia destinata a vincere questa guerra, non ci piove: solo che farlo in 6 mesi o in 6 anni non è la stessa cosa. Deve metterci meno tempo possibile. Gli USA vogliono essere sicuri che quando si scontreranno militarmente con la Cina, la Russia non sia in grado d’intervenire.

In questa maniera gli USA avranno a disposizione l’intera NATO (che si sta allargando anche al Sud Corea, nonostante solo Stati europei siano candidabili per l’ingresso) e tutti gli eserciti nazionali europei per sferrare l’attacco alla Cina, che è il vero obiettivo strategico sul piano economico, avendo essa una proiezione di potenza a livello internazionale (cosa che la Russia non può assolutamente permettersi). Basterà provocare qualche incidente come pretesto: gli americani, in questo, sono degli specialisti. Non c’è solo Taiwan da poter utilizzare, ma anche Hong Kong, Gibuti, gli Uiguri, il Tibet, ora persino le Isole Salomone, senza poi dimenticare che lo stesso Biden potrebbe essere eliminato, onde permettere l’ascesa di un governo ancora più autoritario (non sarebbe la prima volta). I cinesi devono andarsene soprattutto da quel territorio che gli USA han sempre definito come il cortile di casa propria, cioè l’America Latina.

Quanto alla UE, è destinata a svolgere un ruolo molto subalterno alla volontà bellicista degli americani, che sembrano non avere problemi né a livello energetico né a livello alimentare.

Soggetti scriteriati e politicamente inconsistenti come Borrell, la von der Leyen, la Metsola, e i principali statisti europei ci hanno messo completamente nelle mani degli USA.

Ho rivalutato Mazzucco

Nel mondo anglosassone col termine cancel culture s’intende quel meccanismo che tende a escludere un individuo da qualunque circolo sociale o professionale, sia nella realtà che nel mondo virtuale.

Ma da noi, in Italia, questo termine sembra stare assumendo un significato molto più letterale: quello di cancellare – fisicamente – qualunque articolo o informazione dalla rete che possa risultare in qualche modo scomodo al pensiero dominante.

L’abbiamo visto con le pagine di Wikipedia, dalle quali sono scomparse importanti informazioni storiche, come ad es. la strage di Odessa, che da “massacro operato da bande naziste” si è trasformata in un semplice “incendio in cui morirono delle persone”. Oppure la pagina relativa ai missili Tochka, dalla quale è scomparsa la data di fine dotazione da parte dei russi, per poter continuare a incolparli del massacro di Kramatorsk, nascondendo il fatto che fossero invece stati gli ucraini a compierlo.

Un altro esempio clamoroso è stato rivelato dal canale Twitter @ilmondoalcontrario: lo scorso sabato “La Stampa” ha pubblicato un video intitolato: “Le mani degli Stati Uniti sull’Ucraina, così Washington dal 2014 ad oggi ha programmato il conflitto.” Nel sottotitolo si leggeva: “Dalle proteste di piazza Maidan nel 2014 agli attuali aiuti militari contro la Russia, gli Stati Uniti hanno sempre puntato su Kiev come obiettivo strategico per contrastare la Russia. Prima di Biden ci fu il senatore McCain a investire denaro per formare i militari ucraini. Ecco quali sono le tre fasi studiate dagli USA nell’attuale conflitto per sconfiggere Mosca.”

Ma evidentemente per qualcuno titolo e sottotitolo erano troppo espliciti, e nel giro di poche ore il titolo è diventato: “Così Washington ha preparato la strategia di difesa dell’Ucraina in tre fasi”. Quello che nel titolo era “programmare un conflitto” è diventato un semplice “preparare la strategia di difesa”. Dopodiché dal sottotitolo è interamente scomparso il paragrafo iniziale, con i riferimenti alla “rincorsa” degli americani partita nel 2014 e agli interventi economici tramite McCain. Semplicemente quello che era una guerra voluta, finanziata e programmata da oltre otto anni, è diventata un semplice “evento casuale”, inaspettato, dal quale bisogna improvvisamente difendersi.

Abbiamo una verità storica grossa come una casa sotto gli occhi, ma fingiamo di non vederla. E ogni volta che questa verità cerca di palesarsi, invece di confrontarci con essa una volta per tutte, noi interveniamo per cancellarla.

Per quanto ancora potrà andare avanti questa pagliacciata?

Massimo Mazzucco

Teoria e prassi agli opposti

Mentre il senato ha approvato l’emendamento al decreto Ucraina con misure per frenare l’aumento dei prezzi dovuto alla guerra, il governo prepara il terzo decreto interministeriale per l’invio di aiuti militari a Kiev, che dovrebbe comprendere armi più pesanti, analogamente a quanto deciso dagli altri Paesi europei.

La mossa smentisce sul piano pratico le parole di pace pronunciate da Draghi durante la conferenza stampa di Washington.

Addirittura Zelensky, in un’intervista a “Porta a Porta”, ha dichiarato: “Draghi ha ragione: l’Ucraina può vincere”.

Ognuno interpreta le cose come gli pare.

Anche quella mezza figura di Conte ha detto: “Dopo un terzo decreto (di aiuti militari) avremo fatto la nostra parte come Italia, ora dobbiamo essere in prima linea sul fronte della soluzione politica”. Come se l’invio di armi abbia contribuito a trovare una soluzione diplomatica al conflitto! È finita persino la neutralità storica sul piano militare della Finlandia. E presto avverrà anche con la Svezia. La NATO non ha neppure tenuto conto del fatto che per fare entrare un Paese nell’alleanza ci vuole, secondo l’art. 10, l’unanimità, in quanto ogni Stato ha il diritto di veto.

D’altra parte il soldatino Stoltenberg l’aveva detto a Putin: “La Russia vuole meno NATO? E invece ne avrà di più”. Ne parla come se questa organizzazione di morte fosse una sua creatura. Deve essergli successo qualcosa quand’era giovane, perché non è normale che uno goda quando può trasformare qualunque Stato in un nemico tale da potergli fare molto male.

Dobbiamo arrivare alla fame?

In nome della biosicurezza il premier australiano Dan Andrews ha approvato un emendamento alla legge vigente sull’agricoltura che vieta di coltivare il proprio cibo (sic!). Pur di favorire i mercati s’impedisce assolutamente l’autoconsumo.

In realtà si sta favorendo la dittatura (peraltro già in atto), esattamente come negli USA, nel Regno Unito e in tutti i Paesi UE. Infatti nel nuovo emendamento fanno parte altri elementi inquietanti: l’ampliamento dei poteri delle forze dell’ordine, la perquisizione di proprietà e persone senza mandato, l’aumento delle multe da 1.800 a 10.000 dollari per la fornitura di informazioni false o fuorvianti.

Gli ufficiali autorizzati non avranno più bisogno del consenso del proprietario terriero per rimuovere campioni, bestiame (animali) e documenti. Anzi gli stessi funzionari autorizzati non saranno più tenuti a presentare un documento d’identità ufficiale. Sono previste severe sanzioni per chi impedisce l’accesso alla propria terra.

Di EG

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