Che cos’è il metaverso?

Che cos’è il metaverso, in cui dall’ottobre 2021 Mark Zuckerberg vorrebbe trasferire nei prossimi anni un pezzo importante della vita delle persone? È un nuovo tipo di piattaforma networking, che sarà gestita da Facebook e da diverse altre aziende di tecnologia.

La parola è stata inventata negli anni ’90 e successivamente usata in riferimento a spazi tridimensionali e virtuali in cui è possibile fare molte cose, tra cui chattare, fare acquisti, imparare qualcosa, assistere a un concerto, ecc. È una sorta di evoluzione di quello che fu Second Life o che ancora è GTA Online, qualcosa di simile alla realtà virtuale del libro e del film “Ready Player One”. C’è del metaverso anche in piattaforme come SuperWorld, Sandbox o Decentraland.

Ci sono persone che comprano a caro prezzo spazi (virtualmente illimitati) e costruzioni digitali, p.es. sul piano immobiliare, sotto forma di NFT, cioè con un certificato che ne garantisce l’autenticità e la proprietà, pagandoli in criptovalute.

Prendiamo p.es. Decentraland. È un mondo virtuale accessibile solo dal febbraio 2020, ma i cui lotti sono in vendita dal 2017. La criptovaluta con cui li si compra si chiama “mana”, una sidechain (una valuta derivata e parallela, molto volatile) di ethereum: al momento vale circa tre euro, ma a inizio 2021 ci voleva una decina di mana per fare un euro.

Decentraland è fatto da poco più di 90.000 appezzamenti (cioè rettangolini di una grande mappa, identificati da specifiche coordinate). Agli inizi della piattaforma se ne poteva comprare uno per una ventina di euro (con le criptovalute), magari partecipando a un’asta. Ora quelli che costano meno sono venduti a 12.000 euro, e c’è un’azienda che ha pagato quasi un milione di euro per 259 pezzettini su cui fare un centro commerciale virtuale. In Decentraland ci sono aree dedicate allo shopping, all’arte, al gioco d’azzardo, ecc.

Il valore dei terreni è dato dall’importanza della piattaforma su cui si trovano, ma anche dalla loro rilevanza all’interno della mappa: un terreno in centro costa in genere più di uno in periferia. Dopo aver comprato un lotto, ci si possono costruire o far succedere cose nel tentativo di accrescerne il valore (p.es. comprare quadri, investire nel mattone, nell’oro o nella moda). Più lotti vicini si comprano, più grandi sono le cose che si possono fare. Ed è anche possibile affittare lotti o comprarne altri con sopra edifici già costruiti. Anche per i metaversi esistono già agenzie immobiliari, una delle quali si chiama Metaverse Properties. La metà di quest’ultima azienda è stata comprata per 1,5 milioni di dollari dalla Tokens.com, che si occupa di criptovalute.

Insomma siamo su un altro pianeta, in cui i rapporti umani sono del tutto virtuali e naturalmente molto artificiosi, con tutte le inevitabili e inaspettate conseguenze che ciò potrà creare.

Di EG

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