Il Copasir e l’energia come problema di sicurezza nazionale

Il Copasir, lo speciale comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti, ha votato all’unanimità una Relazione sulla sicurezza energetica nel contesto della transizione ecologica. Come mai? È la prima volta che una questione energetica diventa un problema di sicurezza. Ci deve essere qualcosa che le istituzioni avvertono in maniera piuttosto drammatica. Che cos’è?

È che si ha paura di un replay del 1973, quando l’embargo petrolifero da parte dei Paesi mediorientali contro l’occidente, portò l’Italia a una forte inflazione, al crollo dell’export, a scioperi e continue manifestazioni di protesta anche per la crescente disoccupazione. Adesso il nemico non è più l’OPEC ma, stando a quanto dicono gli americani, la Russia, che può usare le sue immense risorse energetiche come arma di ricatto politico (come se non fosse la Russia ad essere accerchiata dalle basi NATO, ma gli USA a esserlo da parte delle basi russe!).

Il Copasir in sostanza chiede che l’Italia realizzi un piano nazionale di sicurezza nazionale che preveda nel lungo termine un’autonomia tecnologica e produttiva sul piano energetico, in collaborazione coi partner europei e occidentali, in considerazione della nostra collocazione geopolitica a livello mondiale. Che, tradotto in altre parole, vuol dire: allontanarsi dalla Russia il più possibile, anche perché potrebbe da un momento all’altro scoppiare una guerra nucleare; oppure la Russia, sottoposta a sanzioni durissime da parte degli USA per la questione ucraina, potrebbe reagire in maniera tale che diverrebbe sconveniente sul piano finanziario acquistare le sue fonti energetiche.

È noto infatti che dalla Russia ci arriva il 42% dell’approvvigionamento estero, seguita da Algeria (14%), Qatar (11%), Norvegia (9%), Libia (8%) e Olanda (2%). In sostanza siamo troppo dipendenti da un Paese che gli americani considerano nemico. E siccome noi siamo loro “servi”, è evidente che i loro nemici devono diventare anche i nostri.

Questo vuol dire anche un’altra cosa. Siccome le fonti di energia rinnovabile da sole non sono sufficienti, in quanto coprono solo il 20,2% del nostro mercato nazionale, contro il 40,6% del gas naturale e il 33,1% del petrolio, il ricorso al nucleare a fusione diventa inevitabile. Peraltro bisogna smetterla di comprare pannelli fotovoltaici dalla Cina, perché anche questo Paese è un nemico giurato degli USA.

Chiaro il discorso?

Di EG

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