Il Metodo Giacarta

È apparso in questi giorni nelle librerie un eccellente libro dal titolo Il Metodo Giacarta (ed. Einaudi 2022) di Vincent Bevins, noto giornalista pluripremiato e corrispondente dal sud-est asiatico del “Washington Post”.

Narra della storia segreta dei terribili massacri di cui si sono resi responsabili gli Stati Uniti in Indonesia, nelle Filippine, in America Latina e in tante altre parti del mondo, all’epoca della Guerra Fredda. Un resoconto tragico dei colpi di stato e omicidi di massa, funzionali agli interessi dell’imperialismo americano e alla creazione del cosiddetto “nuovo ordine mondiale”. Tutto ciò sulla base di documenti recentemente desecretati, sul parere degli storici più competenti e su schiaccianti testimonianze dirette di sopravvissuti e di ricerche d’archivio.

È un libro che fa seguito ai grandi reportage di Noam Chomsky che, nel suo interessantissimo libro Terrorismo Occidentale, accusa i vari governi americani e le loro multinazionali, dal secondo dopoguerra ad oggi, di aver provocato la morte di 50-55 milioni di persone in nome di ideali di “libertà” e di “democrazia”.

Si parla di “metodo Giacarta” perché in questa capitale indonesiana, nel 1965, si consumò impunemente il massacro di un milione di civili innocenti e la distruzione del più grande partito comunista dopo quello cinese e sovietico. E questo fu l’inizio di identici programmi terroristici esportati in altri Paesi, come p.es. il Brasile e il Cile.

Il 1 ottobre 1965, dopo un colpo di mano militare appoggiato dalla CIA, il generale Suharto, prese il controllo del Paese, estromettendo dalla carica di capo di Stato Sukarno, legittimamente eletto, che aveva aiutato il Paese a liberarsi dal colonialismo dei Paesi Bassi.

Suharto rimase al potere fino al 1998, rappresentando la peggior corruzione del Paese di sempre: il suo patrimonio familiare arrivò a toccare i 15 miliardi di dollari. Morì nel 2008, senza mai essere stato processato. Sukarno invece rimase agli arresti domiciliari fino alla sua morte (1970) e il partito comunista indonesiano fu quasi completamente distrutto (alcune stime parlano di due milioni di militanti assassinati).

Di EG

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