Non ci sono alternative praticabili all’euro

Dicono che l’arrivo della moneta unica dell’euro sia stata la conversione monetaria più importante della storia. Penso che abbiano ragione. Oggi l’eurozona è formata da 19 Paesi: Germania, Austria, Belgio, Cipro, Spagna, Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia e Slovenia. Due altri Paesi potrebbero aggiungersi: la Croazia nel 2023 e la Bulgaria nel 2024.

Dopo un primo decennio di relativa stabilità, con la crisi dei debiti pubblici del 2010, che colpì duramente la Grecia, la Spagna, il Portogallo e anche l’Italia, l’euro è andato vicino al crollo. Ma ci siamo ripresi. Certo ci si è comportati estremamente severi con la Grecia, ma ora anche quella crisi sembra essere superata.

Di fatto l’euro si è imposto come una delle principali monete internazionali, gode del sostegno della maggior parte degli europei, ha permesso a molti Paesi, in particolare all’Italia, di usufruire di tassi d’interesse sul proprio debito molto bassi, impensabili ai tempi delle valute nazionali. E in più dà molto fastidio al dollaro americano. Non dimentichiamo che sono stati gli USA di Trump a chiedere al Regno Unito di staccarsi dall’Unione Europea.

Di EG

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