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Ci stiamo armando troppo e con funzioni allarmanti

50 premi Nobel e scienziati di ogni Paese hanno rivolto un appello ai governi del mondo per una riduzione concordata della spesa militare del 2% ogni anno, per 5 anni. Questa news non è stata presa in considerazione dalla politica italiana. D’altra parte nessuno mette in discussione l’aumento delle spese militari. Già Draghi aveva detto… Continua a leggere Ci stiamo armando troppo e con funzioni allarmanti

Ci stiamo addestrando a una guerra nucleare?

Il G20 fa gli incontri sul clima a Roma e dal 18 ottobre, per una settimana, i cieli dell’Italia settentrionale sono stati teatro di una grande esercitazione segreta della NATO, denominata “Steadfast Noon”, per addestrare i piloti dei cacciabombardieri a lanciare ordigni nucleari. La tempistica ha coinciso anche con la riunione dei ministri della difesa… Continua a leggere Ci stiamo addestrando a una guerra nucleare?

Una guerra mondiale nucleare alle porte?

Dopo la vergognosa ritirata della NATO dall’Afghanistan la UE si è messa a parlare di “esercito europeo”. Abbiamo una nostra dignità da difendere e non vogliamo che la cosa si ripeta, anche perché non ci è piaciuto affatto d’essere stati tenuti all’oscuro dalle decisioni unilaterali statunitensi. Cioè invece di dire alla NATO di togliersi dai… Continua a leggere Una guerra mondiale nucleare alle porte?

Proteste giustificate nel porto di Genova

Nel porto di Genova, il più grande d’Italia, uno dei più importanti d’Europa, transitano navi saudite cariche di armi. Ufficialmente noi, con la legge n. 185/1990 (modificata nel 2019), abbiamo revocato l’export di armi o anche solo il transito a quei Paesi che usano come risoluzione finale dei conflitti l’atto della guerra. Però all’Arabia Saudita… Continua a leggere Proteste giustificate nel porto di Genova

Le nostre missioni militari all’estero

Come noto, il nostro Parlamento continua ad approvare il rifinanziamento delle missioni militari all’estero, senza mai metterle in discussione. L’abbiamo fatto fino a ieri con quella in Afghanistan, ma continuiamo a farlo anche con quella in Libia, dove deleghiamo alle varie milizie libiche, che non sanno neanche lontanamente cosa siano i diritti umani, la gestione… Continua a leggere Le nostre missioni militari all’estero

Il capitalismo in Cina sempre più avanzato e aggressivo

Il congresso del Partito Comunista Cinese nel 2022 affiderà un terzo mandato a Xi Jinping con poteri sempre più accentrati. Per ottenerlo ha rivendicato di aver ristabilito l’ordine a Hong Kong e ha annunciato che Taiwan tornerà sotto il controllo di Pechino. Poi abbiamo capito che la Cina dispone di almeno 100 silos per missili… Continua a leggere Il capitalismo in Cina sempre più avanzato e aggressivo

Folli spese militari degli USA

Per l’anno fiscale 2022 la nuova amministrazione Biden propone un budget di 715 miliardi di dollari. Più altre risorse rientranti nell’ambito della difesa (p.es. in campo energetico) si arriva a 753 miliardi. Ormai siamo al 40% della spesa militare mondiale, più del doppio di quella cinese e quasi dieci volte quella russa. Per forza che… Continua a leggere Folli spese militari degli USA

Abbiamo una nostra base militare in Africa

Il nostro governo ha autorizzato la “Missione bilaterale di supporto nella Repubblica del Niger – MISIN” (con area geografica di intervento allargata anche a Mauritania, Nigeria e Benin) al fine di incrementare le capacità volte al contrasto del fenomeno dei traffici illegali e delle minacce alla sicurezza, nell’ambito di uno sforzo congiunto europeo e statunitense… Continua a leggere Abbiamo una nostra base militare in Africa

Il Ciad nel caos

Il presidente della Repubblica del Ciad, Idriss Déby Itno, è rimasto ucciso il 20 aprile, mentre era in visita alle truppe impegnate nei combattimenti contro il Fronte per l’alternanza e la concordia del Ciad (FACT), che da oltre due anni cerca di prendere il controllo di alcuni settori della parte settentrionale del Paese, per poi… Continua a leggere Il Ciad nel caos

Le velleità dei conservatori inglesi

Fin dalla campagna elettorale del referendum sulla Brexit, l’ala più radicale del Partito conservatore aveva promosso l’idea, alquanto velleitaria, che il Regno Unito rivolgesse il proprio interesse commerciale e diplomatico al di fuori dell’Europa, per rafforzare i legami coi Paesi che appartengono al Commonwealth (quello che rimane dell’impero britannico), fra cui soprattutto India, Australia, Singapore,… Continua a leggere Le velleità dei conservatori inglesi

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